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Attuale successo della pesca in parete
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ARGOMENTO: Attuale successo della pesca in parete
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Attuale successo della pesca in parete 9 Anni, 6 Mesi fa  
E’ mia opinione che sia ormai tempo di riscrivere e aggiornare le tecniche di pesca subacquea: il successo di strategie vincenti fino a qualche anno fa è crollato ai miseri carnieri attuali, costellati da umilianti <cappotti>.

L’agguato nel basso fondo, così come è stato canonizzato nei miei video, non offre più i risultati venatori di una volta. Non si tratta solo di un <impoverimento progressivo> della fauna ittica di questi ultimi anni, ma di cambiamenti sensibili nelle abitudini dei pesci.

Partiamo dal presupposto che i pesci siano degli animali intelligenti (non nel senso attribuito agli esseri umani), selvatici sopravvissuti in centinaia di milioni di anni a estinzioni di massa per ragioni ambientali e non, il cui comportamento è in rapporto dinamico con le esperienze dei singoli individui, trasmesso alle generazioni future e acquisito nelle fasi giovanili della vita.
Ogni forma di prelievo, di predazione, di cambiamento dell’habitat trova un corrispondente cambiamento delle abitudini dei pinnuti cui noi pescatori subacquei dobbiamo adattarci evolvendo nuove strategie di pesca.

Come ho anticipato, l’agguato nel basso fondo si sta dimostrando <superato> per diverse ragioni che analizzo :
1. Praticata inizialmente da una ristretta categoria di pescatori, attualmente, trova molti sostenitori: mentre anni fa ero il solo pescatore, nel nord Sardegna, a insidiare prede nel basso fondo e all’agguato dalla superficie, oggi, devo fare attenzione ad ogni agguato di non incrociare un altro sub e soprattutto capire dal comportamento del pesce se è già <passato> qualcuno. Non è raro che non incontrando i pesci abituali frequentatori del basso fondo, io acceleri l’andatura per controllare la fascia del basso fondo davanti a me, fino a scoprire un altro pescatore che mi ha preceduto. La pressione del prelievo ha allertato ormai tutti i pesci che abitualmente vivono nel basso fondo ed anche quelli che occasionalmente vi si recano per cacciare, ciò significa che ogni minimo rumore provoca la fuga definitiva dei pochi pesci del basso fondo. Se questo si ripete con continuità, i selvatici si allontanano definitivamente cambiando le abitudini <storiche> della specie.
2. Le zone del basso fondo sono più soggette ad un inquinamento di origini antropiche cui alcune specie più di altre si sono dimostrate sensibili, basti osservare che le AMP o i parchi marini istituiti lungo la costa reclutano meno pesci delle identiche zone su isole dislocate al largo della costa. Ugualmente verifichiamo che alcune specie, al contrario, gradiscono questa forma di inquinamento per ragioni trofiche che approfondiamo nel dettaglio:
- le diverse varietà del muggine gradiscono l’inquinamento organico alimentandosi sia della fanghiglia depositata sul fondo sia di tutto ciò che si sposta in superficie nelle correnti planctoniche.
-stesso gradimento è dimostrato dalle salpe che si alimentano di alghe cresciute sugli scogli del basso fondo o delle foglie di posidonia nelle praterie più profonde. E’ noto che le alghe e la posidonia trovano nei fertilizzanti scaricati in mare dai depuratori e con l’acqua dei fiumi ragioni di un sensibile successo evolutivo di cui beneficiano le specie ittiche <erbivore>
-per contro il dentice abituale frequentatore, nel passato, del basso fondo non è più a suo agio in questo ambiente spesso torbido e povero delle piccole prede di cui si alimenta.
-gli sparidi, come i saraghi e le orate, alimentandosi spesso di molluschi <filtratori> dell’acqua stanno vivendo un momento di vita facile.
3. La competizione alimentare tra le specie che frequentano il basso fondo hanno ridotto la presenza delle spigole a vantaggio dei pesci serra o dei barracuda le cui carni non sono molto pregiate, togliendo dai nostri carnieri una preda ambita, nel contempo si è ridotta la presenza delle prede della spigola costituita da zerri, connari ed altri piccoli pesci che non gradiscono i littorali inquinati. Competizione e drastica riduzione delle prede stanno rarefacendo la spigola dalle nostre coste rendendo vane tutte le strategie di caccia che avevamo messo a punto nel basso fondo proprio nei riguardi di questo pesce presente lungo le nostre coste, soprattutto d’inverno.

In conclusione le zone costiere di basso fondo offrono sempre meno prede e situazioni venatorie interessanti e la <nostra ricerca del pesce> si deve spostare in altre zone !

***
Nel paragrafo precedente, ho cercato di analizzare alcuni fattori che possono allontanare i pesci abituali dal basso fondo, ma di sicuro ci saranno altre ragioni a me ignote perché quando <batto> una fascia costiera, al ritorno, di solito, mi spingo più al largo per continuare la pescata su fondali più profondi, con altre strategie di pesca e, capita spesso, che quando non <incontro pesce > nel basso fondo, lo ritrovo in fondale… E’ chiaro che i fattori venatori favorevoli che avevo scelto all’andata, al ritorno, non lo sono più, tipo il sole alle spalle o spostarmi nella direzione opposta al senso di marcia del pesce, e soprattutto la zavorra scelta per il basso fondo non è più idonea ad una pesca più profonda…Quel che conta è aver capito che a seconda di ragioni il più delle volte imponderabili diverse specie di pesci abbandonano il basso fondo!

Proprio in questo periodo e dopo aver realizzato bei carnieri nel basso fondo a inizio stagione appena tornato da Tenerife, dopo l’ennesimo cappotto, ho deciso di cambiare le mie abitudini e le zone costiere dove impostare la mia battuta di pesca: ho scelto così zone di pareti rocciose a picco.

Devo ammettere che nel la pesca in parete non mi sento veramente a mio agio: la zavorra è appropriata fino ad una certa quota , poi l'assetto diventa troppo negativo, e partire con la zavorra troppo leggera mi metterebbe in difficoltà in tutte quelle situazioni di pesca in caduta partendo dalla superficie che sono le più frequenti in questo tipo di fondale. Inoltre, le zone dove si può tenere il sole alle spalle ed avere il braccio destro verso il mare aperto non sono così numerose: le pareti a picco di solito non hanno molti accessi al mare e pescando senza l’uso del gommone è complicato far quadrare tutti i fattori venatori favorevoli.

Nel passato avevo intenzione di realizzare un video specifico per la pesca in parete, poi non ne ho fatto nulla (bei tempi quando giravo i video lungo le pareti calcaree a picco dell’isola di Tavolara).

Anticipo che la situazione di caccia al momento del <cambiamento> è subito diventata positiva!

Cerco di spiegarne alcuni i motivi:

- La presenza del pesce nel basso fondo è condizionato dalle maree ed in verità io non guardo mai in quale fase lunare mi reco a pescare. Nel basso fondo la marea provoca grandi spostamenti delle masse d’acqua che trascinano plancton e <mangianza> in una direzione e nell’altra a seconda del cambio di marea. Di questo ne approfittano i pesci, dai predatori, ai razzolatori. In parete e in mare aperto questo fenomeno è irrilevante, certo entrano in ballo altri fattori come le correnti, ma posso dire che in parete, per queste ragioni, la presenza del pesce è più stabile rispetto al basso fondo.

- In parete si può pescare sia con la strategia dell’agguato dalla superficie, sia con quella dell’agguato nel basso fondo ed infine pescare alla base della parete con la tecnica classica dell’aspetto o la tecnica della <caduta>. Insomma il pescatore completo può mettere in atto tutte le armi venatorie che possiede! Certamente è una pesca difficile, come ho già scritto, con una zavorra che non è sempre quella più idonea, inoltre la parete è raro che offra rispetto al pesce una buona <copertura> della nostra presenza. Si può scegliere però il tipo di pesca in funzione dei ripari che offre la parete: se questa è liscia, si va direttamente alla base della parete per un aspetto o un agguato da impostare lungo il confine tra parete e fondale. Se la parete presenta delle rientranze profonde si possono impiegare tutte le tecniche del basso fondo.

- In parete possono capitare occasioni sui pesci di passo che sono molto più rare nel basso fondo.

In conclusione se non trovate pesci nel basso fondo provate a cambiare pescando in parete, non cambiate semplicemente posto, possono esserci delle ragioni trofiche che in quel particolare giorno allontanano tutti i pesci dai bassi fondali.
Giodap
Giorgio Dapiran
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Ultima modifica: 02/11/2014 19:15 Da Giodap.


Funzione psicologica della caccia subacquea

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