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NOZIONI SULL' AGGUATO DALLA SUPERFICIE
(2 Online) MarcePut, (1) Ospite
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ARGOMENTO: NOZIONI SULL' AGGUATO DALLA SUPERFICIE
#21547
NOZIONI SULL' AGGUATO DALLA SUPERFICIE 13 Anni, 4 Mesi fa  
Caro Maestro e cari amici del forum vorrei aprire questo post per conoscere le vostre esperienze in merito.Mimetismo,silenziosita',prede e vostre esperienze.Quando parlo di agguato dalla superficie intendo propio agguato senza immergersi........quindi all alba o tramonto nei punti topici della costa dove sara' piu' facile incontrare prede che si cibano.Desidererei sapere dal Maestro quale maggiore esponente di questa tecnica senonchè il pioniere,la giusta pesata e propio le fasi salienti dell'azione di caccia, qualche consiglio mirato che solo l'inventore di questa disciplina puo' elargire.In Liguria dove pesco abitualmente non trovo molti fondali con scogli affioranti adatti.Vorrei sapere qualche segreto per adattarlo alla miriade di barriere frangiflutti e moletti artificiali disseminati sul litorale ligure.Per questa tecnica sono dotato di pinne Standar,cintura sadomaso e Saber 90...........credo di essere attrezzato........nel migliore dei modi.
Vorrei capire quali sono i fondali migliori da ricercare,i momenti migliori di marea e la migliore condizione del mare,in oltre i periodi e i mesi che vi hanno dato piu' soddisfazione.
Grazie.Un affettuoso saluto a questa splendida famiglia che è il forum Dapiran.
memet
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#21556
Re: NOZIONI SULL' AGGUATO DALLA SUPERFICIE 13 Anni, 4 Mesi fa  
La mia esperienza ti consiglia di pescare all'alba con marea alta e la notte non deve esserci luna piena altrimenti il pesce ho notato che si allontana. Passo parola ai più esperti
dolphin1986
Saber 90
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#21573
Re: NOZIONI SULL' AGGUATO DALLA SUPERFICIE 13 Anni, 4 Mesi fa  
Sono partito nella pratica dell'agguato dalla superficie, proprio dalla Liguria per poi perfezionarla in Sardegna, quindi non servono scogli affioranti ma la semplice irregolarità della linea costiera.
L'argomento potrebbe rappresentare il contenuto di un libro per cui cerco di suggerire le cose essenziali.
Giustamente Dolphin ha fatto riferimento alla posizione del sole, di primaria importanza, alla quale aggiungo la zavorra ( in espirazione devi poter affondare in orizzontale), la conoscenza dei punti topici nei quali fermarsi anche a lungo nell'attesa di avvistare un pesce ( se è un punto di corrente questo può arrivare per la normale fase di ricerca del cibo), sposare nel nuoto di ricerca in superficie tutte le asperità della costa soffermandoti negli scavallamenti dei dossi, negli aggiramenti dei piccoli promontori.
A queste nozioni elementari si aggiungono altre finezze quali lo sfruttamento dei coni d'ombra che si formano sempre lungo le coste roccciose, la scelta dell'ora della battuta (alba/ tramonto), la velocità di avanzamento (che è il limite di quasi tutti) la quale deve tenersi sempre molto bassa perché avete fatto un investimento nella zona da battere e se non vedete nulla e accelerate è la volta che l'orata vi scappa sotto la pancia.
Ieri sono venuti a trovarmi Villani e Giovanni (Giospyren) e ho raccontato loro la tecnica del grosso sacchetto della monnezza per avvicinare un gruppetto di orate in campo aperto.
Concupivo da alcuni minuti tre grosse orate da dietro uno sperone di roccia senza aver inndividuato una strategia efficace di avvicinamento e poiché mi trovavo in una baia a monte della direzione del vento e delle onde, questa era piena di meduse (pelagia) e sacchetti della spazzatura , bottiglie di plastica rami ed altro. Casualmente un grosso sacco di polietilene nero mi passa di fianco spinto dalle onde ed io mi ci metto dietro in copertura rispetto alla posizione delle orate. Ci avrò messo dieci minuti , ma alla fine sono arrivato a tiro!
Questo esempio per far capire che sulla strategia di base si può innestare qualunque variante creativa.
Giodap
Giorgio Dapiran
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Ultima modifica: 13/01/2011 14:37 Da Giodap.


Funzione psicologica della caccia subacquea

Occupare il proprio tempo libero nel procurarsi il cibo riavvicina l’uomo alle occupazioni esistenziali primitive che hanno determinato lo sviluppo della sua psiche.
E’ un momento di ri-appropriazione delle funzioni esistenziali primarie, di superamento dell’alienazione che caratterizza le moderne popolazioni urbanizzate
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#21589
Re: NOZIONI SULL' AGGUATO DALLA SUPERFICIE 13 Anni, 4 Mesi fa  
Maestro se scrivessi un libro dormirei davanti allo shop di Genova per accaparrarmi la prima copia!
Grazie dei tuoi preziosi consigli e della risposta esauriente.
La tua arte e il tuo estro nella pesca non hanno eguali.
memet
Saber 110
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#21618
Re: NOZIONI SULL' AGGUATO DALLA SUPERFICIE 13 Anni, 4 Mesi fa  
Giodap ha scritto:
Sono partito nella pratica dell'agguato dalla superficie, proprio dalla Liguria per poi perfezionarla in Sardegna, quindi non servono scogli affioranti ma la semplice irregolarità della linea costiera.
L'argomento potrebbe rappresentare il contenuto di un libro per cui cerco di suggerire le cose essenziali.
Giustamente Dolphin ha fatto riferimento alla posizione del sole, di primaria importanza, alla quale aggiungo la zavorra ( in espirazione devi poter affondare in orizzontale), la conoscenza dei punti topici nei quali fermarsi anche a lungo nell'attesa di avvistare un pesce ( se è un punto di corrente questo può arrivare per la normale fase di ricerca del cibo), sposare nel nuoto di ricerca in superficie tutte le asperità della costa soffermandoti negli scavallamenti dei dossi, negli aggiramenti dei piccoli promontori.
A queste nozioni elementari si aggiungono altre finezze quali lo sfruttamento dei coni d'ombra che si formano sempre lungo le coste roccciose, la scelta dell'ora della battuta (alba/ tramonto), la velocità di avanzamento (che è il limite di quasi tutti) la quale deve tenersi sempre molto bassa perché avete fatto un investimento nella zona da battere e se non vedete nulla e accelerate è la volta che l'orata vi scappa sotto la pancia.
Ieri sono venuti a trovarmi Villani e Giovanni (Giospyren) e ho raccontato loro la tecnica del grosso sacchetto della monnezza per avvicinare un gruppetto di orate in campo aperto.
Concupivo da alcuni minuti tre grosse orate da dietro uno sperone di roccia senza aver inndividuato una strategia efficace di avvicinamento e poiché mi trovavo in una baia a monte della direzione del vento e delle onde, questa era piena di meduse (pelagia) e sacchetti della spazzatura , bottiglie di plastica rami ed altro. Casualmente un grosso sacco di polietilene nero mi passa di fianco spinto dalle onde ed io mi ci metto dietro in copertura rispetto alla posizione delle orate. Ci avrò messo dieci minuti , ma alla fine sono arrivato a tiro!
Questo esempio per far capire che sulla strategia di base si può innestare qualunque variante creativa.

non ho parole!
pierofili
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#21619
Re: NOZIONI SULL' AGGUATO DALLA SUPERFICIE 13 Anni, 4 Mesi fa  
pierofili ha scritto:
Giodap ha scritto:
Sono partito nella pratica dell'agguato dalla superficie, proprio dalla Liguria per poi perfezionarla in Sardegna, quindi non servono scogli affioranti ma la semplice irregolarità della linea costiera.
L'argomento potrebbe rappresentare il contenuto di un libro per cui cerco di suggerire le cose essenziali.
Giustamente Dolphin ha fatto riferimento alla posizione del sole, di primaria importanza, alla quale aggiungo la zavorra ( in espirazione devi poter affondare in orizzontale), la conoscenza dei punti topici nei quali fermarsi anche a lungo nell'attesa di avvistare un pesce ( se è un punto di corrente questo può arrivare per la normale fase di ricerca del cibo), sposare nel nuoto di ricerca in superficie tutte le asperità della costa soffermandoti negli scavallamenti dei dossi, negli aggiramenti dei piccoli promontori.
A queste nozioni elementari si aggiungono altre finezze quali lo sfruttamento dei coni d'ombra che si formano sempre lungo le coste roccciose, la scelta dell'ora della battuta (alba/ tramonto), la velocità di avanzamento (che è il limite di quasi tutti) la quale deve tenersi sempre molto bassa perché avete fatto un investimento nella zona da battere e se non vedete nulla e accelerate è la volta che l'orata vi scappa sotto la pancia.
Ieri sono venuti a trovarmi Villani e Giovanni (Giospyren) e ho raccontato loro la tecnica del grosso sacchetto della monnezza per avvicinare un gruppetto di orate in campo aperto.
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A chi lo dici Piero!!!
Siamo rimasti entrambi basiti
Giospyren
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#21623
Re: NOZIONI SULL' AGGUATO DALLA SUPERFICIE 13 Anni, 4 Mesi fa  
Questo intervento è molto interessante poiché pesco anche io nelle stesse condizioni morfologiche (sempre in liguria) questi consigli valgono oro!
TheApneist
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#21630
Re: NOZIONI SULL' AGGUATO DALLA SUPERFICIE 13 Anni, 4 Mesi fa  
Giodap ha scritto:
Casualmente un grosso sacco di polietilene nero mi passa di fianco spinto dalle onde ed io mi ci metto dietro in copertura rispetto alla posizione delle orate. Ci avrò messo dieci minuti , ma alla fine sono arrivato a tiro!
Questo esempio per far capire che sulla strategia di base si può innestare qualunque variante creativa.


Fa riflettere come certe volte ci fossilizziamo sulle ns abitudini e strategie senza osare qualcosa di totalmente diverso dal solito, magari falliamo, ma solo chi non fa non falla..


underwater_
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Per mar non ci son taverne
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#21700
Re: NOZIONI SULL' AGGUATO DALLA SUPERFICIE 13 Anni, 4 Mesi fa  
Giodap ha scritto:
Sono partito nella pratica dell'agguato dalla superficie, proprio dalla Liguria per poi perfezionarla in Sardegna, quindi non servono scogli affioranti ma la semplice irregolarità della linea costiera.
L'argomento potrebbe rappresentare il contenuto di un libro per cui cerco di suggerire le cose essenziali.
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sono basito...ma come dice underwater bisogna provare qualcosa di nuovo ogni tanto...
DaniDami
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#21701
Re: NOZIONI SULL' AGGUATO DALLA SUPERFICIE 13 Anni, 4 Mesi fa  
Giorgio come sempre ti faccio i miei complimenti....e devo ringraziarti perchè grazie ai tuoi consigli mi hai fatto rinascere la passione della pesca sub che avevo ormai lasciato da quando ero ragazzino.....
di fatti l'agguato dalla superficie è la tecnica di pesca che più mi appassiona.....si può dire che pratico solo quella......
correggimi se sbaglio maestro....
seguire le regole base, sole alle spalle, alba o tramonto, essere perfetti con la zavorra, e comunque ho notato che quando si parla di un lento avanzamento, deve essere proprio lentissimo, io quando avanzo non pinneggio e uso solo la mano destra per spingermi, mi sposto veramente piano seguendo il più possibile la morfologia del fondo e cercando di essere nascosto quasi sempre, mi fermo molto spesso per guardare la situazione anche per diversi minuti e stando attento ad ogni movimento che faccio....
quando vado con qualche amico gli dico sempre di andare molto lento e di cercare bene....ma il loro andare piano...è veloce!!
E soppratutto l'occhio bionico non deve mancare...
Sparus Aurata
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