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Attuale efficacia di alcune strategie di pesca
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ARGOMENTO: Attuale efficacia di alcune strategie di pesca
#73865
Attuale efficacia di alcune strategie di pesca 7 Anni, 6 Mesi fa  
Praticando negli anni la pesca subacquea, con continuità, nelle stesse zone si possono osservare alcuni fenomeni che portano a due conclusioni generali:
1) E’ in atto una consistente rarefazione delle specie ittiche cacciate e avvistate.
2) Alcune tecniche e strategie di pesca sono diventate inefficaci.
I pescatori che nell’arco della loro vita hanno frequentato i soliti litorali e gli stessi areali di pesca osservano un progressivo calo nella presenza delle specie ittiche. Le ragioni sono fondamentalmente due:
a) L’eccessivo prelievo da parte della pesca professionale che, secondo le statistiche della FAO incide per più del 95 % del prelievo complessivo.
b) L’effetto <deep water refugia>, provocato sulle specie ittiche dalla presenza di numerosi pescatori in apnea.

In merito al punto a) le statistiche FAO dimostrano che la pesca dilettantistica incide per valori molto bassi sul prelievo totale, quindi ogni forma di criminalizzazione di quest’attività ricreativa e di sussistenza (nel caso di chi pesca per mangiare ciò che cattura con le proprie mani) è ingiustificata e fomentata dalle organizzazioni della pesca professionale per distrarre l’opinione pubblica dal loro sterminio di massa di pesci e crostacei a fini di lucro. E’ una strategia mediatica molto usata quella di colpevolizzare altre categorie o persone di un danno e una situazione che sono esclusiva responsabilità propria! La pesca professionale opera la sua mattanza sia sui pesci stanziali, sia su quelli migratori, lasciando ben pochi sopravvissuti ai pescatori dilettanti. Per contro le leggi nazionali ed europee volute e pilotate dalle associazioni di pescatori e dalle società della pesca industriale penalizzano e limitano il prelievo del dilettante già modesto (contro nessun limite per la pesca professionale, tranne che per la pesca al tonno ).

In merito al punto b) è innegabile che la presenza del subacqueo che impugna un fucile sia ormai interpretata da qualunque specie di pesci come quella di un nuovo predatore naturale, rispetto al quale ha preso le opportune misure di difesa. Che in sostanza si risolvono in un allontanamento dai bassi fondali verso areali a profondità maggiori, o in aree dove la pesca subacquea non è consentita come quelle dei Parchi marini, le AMP, le aree portuali o le foci dei fiumi. Sfatiamo perciò il concetto che le aree protette <producano> biomassa ittica perché al loro interno i pesci si possono riprodurre senza essere insidiate e disturbate dai pescatori in apnea. Le aree marine protette <reclutano> in prevalenza i pesci dalle aree limitrofe, producendo l’effetto perverso di svuotarle da ogni forma di vita dotata di pinne. Con queste istituzioni si è alterata la “naturale” distribuzione dei pesci dei litorali, per la soddisfazione dei biologi che le gestiscono che possono vantare il ritorno della fauna ittica (ai bambini delle scuole si racconta: <qui proteggiamo i poveri pesciolini> con un evidente riferimento empatico al pesciolino <Nemo> dei cartoni animati). E per la soddisfazione dei Diving, nuova attività imprenditoriale rivolta all’immersione ricreativa, da anni in contrasto con la disciplina della pesca in apnea.

Per i punti sopraesposti, oltre scegliere zone di pesca lontane da parchi marini o AMP è necessario rivedere il proprio bagaglio tecnico venatorio.

Con un certo disappunto, ho verificato che le strategie dell’agguato che ho definito in diversi video hanno perso di efficacia: pur rispettando i canoni dell’agguato subacqueo (<sole alle spalle> <velocità non aggressiva> e < movimento mimetico>) è diventato sempre più difficile avvicinare a tiro un pesce. E’ migliorato il “riconoscimento sensoriale” della nostra presenza da parte di molti pesci e l’associazione interspecifica sempre più frequente aumenta il numero di occhi e di sensori acustico-laterali in allerta. Capita di frequente affacciarsi da dietro uno sperone roccioso per scovare una preda in un’insenatura della costa e osservare i pesci che vi si trovavano già allertati, se non in fuga. E’ evidente che il pesce ha avvertito e interpretato i leggeri <rumori> provocati dalla nostra presenza che si sono riflessi, rifratti, sulle rocce circostanti. Nel passato sfidavo la mia abilità nell’avvicinare il pesce magari sfiorandolo con la punta dell’asta del mio fucile: ora non riesco neppure ad avvicinarmi alle occhiate di piccola taglia. Ho ridotto la lunghezza delle pinne (ora uso le pale <shorty>) per evitare i contati delle pale con il fondo, uso mute attillate per evitare che si formino sacche d’aria tra neoprene e il mio corpo immerso, pratico sovente l’immersione verticale per avvicinarmi al pesce evitando lo sciabordio delle pinne fuori dall’acqua. Tutti accorgimenti inutili! Cadono nelle mie insidie, solo pesci di piccola /media taglia. Una strategia che nel passato forniva carnieri sorprendenti ora ha una resa molto bassa.

Per contro ho riscontrato ancora una buona efficacia con la tecnica dell’<aspetto>. Questo significa che l’appostamento immobile sul fondo (che produce solo piccoli rumori e vibrazioni) è una tecnica da applicare più spesso nelle nostre battute di pesca. Si deve concludere che nei pesci soggetti a una forte pressione venatoria è migliorato il riconoscimento sensoriale del pescatore subacqueo più che quello visivo.
Giodap
Giorgio Dapiran
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Ultima modifica: 01/10/2016 12:18 Da Giodap.


Funzione psicologica della caccia subacquea

Occupare il proprio tempo libero nel procurarsi il cibo riavvicina l’uomo alle occupazioni esistenziali primitive che hanno determinato lo sviluppo della sua psiche.
E’ un momento di ri-appropriazione delle funzioni esistenziali primarie, di superamento dell’alienazione che caratterizza le moderne popolazioni urbanizzate
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#73881
Re: Attuale efficacia di alcune strategie di pesca 7 Anni, 6 Mesi fa  
Ho pescato pochissimo quest'anno, sia come numero di uscite per vari problemi che per numero di prede catturate, che annoto da un paio d'anni a questa parte; in effetti da quando si sono rarefatte le catture da ricordare. Quest'anno un solo dentice preso dei tre, dico tre (!!!) visti in tutta l'estate; circa 40 saraghi, che erano il carniere di 3/4 uscite fino a 4 anni fa, di taglia media e 2 soli che superano il chilo; uno dei due morto davvero per sfortuna, finito trafitto dall'asta da 8mm alla fine della sua corsa dopo un tiro di prova su un pizzutello! Una vera BOTTA DI CULO!!
Pesco solo all'aspetto classico ed ho notato che appena una qualsiasi preda entrava in contatto visivo con me e mi identificava invertiva la rotta d'avvicinamento per darsi a pinne levate facendo anche dentro e fuori da qualche lastra! Qualcuno ha pagato pegno infilandosi nello spacco sbagliato o magari caduto mentre praticavo un pò di fiocinismo col 40 per procurare un pesce per il mio vecchio Papà.
Insomma una situazione davvero difficile, almeno a Ladispoli (roma) dove solitamente pesco.
Molto hanno fatto a mio modesto avviso negli ultimi anni, dal 2007 ad oggi, le reti calate da tanti pseudodisoccupati che integrano col pesce il bilancio familiare, vendendolo sia ben chiaro, ramazzando 60/70 saraghi a notte e ogni pesce morto è un pesce mancante in mare per tutti. Una mano l'ha data la modifica delle correnti prevalenti sul posto dopo l'allungamento della banchina del porto di Civitavecchia: il Ponente che solitamente schiariva e scaldava l'acqua a sud di Civitavecchia oggi la sporca e la raffredda e quel poco di pesce che si vede.... svanisce. La Caulerpia racemosa che ha invaso il fondale quasi certamente risulta poco gradita al pesce.... insomma una vera tragedia tanto da farmi decidere di portare via il gommone dal rimessaggio dopo circa 20 anni per sopravvenuta maancanza di pescato!Molte volte mi sono chiesto durante gli inefficaci aspetti sul fondo: " Ma non sapessi più pescare??? Mi starò muovendo in modo sbagliato???? " però gli scarsi risultati di altri psub e il continuo girovagare di gommoni con a bordo strani individui vestiti di nero mi dava da pensare che forse non fossi l'unico col cavetto a reti inviolate.
lello59
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Ultima modifica: 03/10/2016 21:39 Da lello59.
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#73882
Re: Attuale efficacia di alcune strategie di pesca 7 Anni, 6 Mesi fa  
Ciao Lello,la situazione che descrivi è comune alla gran parte del litorale laziale .Le ragioni sono molteplici e ne hai citate alcune.La mia esperienza è limitata al tratto di costa nord,Tarquinia,Montalto il traffico nautico è sicuramente ridotto rispetto alle tue zone e qualche bel pesce ancora si prende(non io.... )Ho notato anch'io che con l'aspetto classico,le possibilità di cattura sono scarse,va meglio con una sorta di aspetto dinamico anche nei 10 mtr....Mi auguro la situazione possa migliorare,nelle ultime due tre stagioni...non girano più nemmeno i cefali.......BUON BLU
SABER100
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#73888
Re: Attuale efficacia di alcune strategie di pesca 7 Anni, 6 Mesi fa  
Anche dalle mie parti Salento la situazione è drammatica e lo è diventata maggiormente quest'anno.
Non sono diminuiti solo gli avvistamenti e le catture di dentici ma anche di prede minori che negli altri anni erano abbondanti come cefali e saraghi.
Sento di buone pescate fatte solo da profondisti oltre i 35m...
Ma non credo che quest'anno sia aumentata la pressione di pesca.
Penso che sia subentrato qualche altro fattore negativo che sommato all'eccessivo prelievo preesistente stia mettendo maggiormente in crisi tutte le specie.
Un fattore negativo potrebbe essere legato all'aumento di temperatura che ha avuto l'Adriatico soprattutto questo inverno con temperature medie di 15°-16° superiori agli anni precedenti di uno o due gradi.
In questa fase di cambiamento climatico la fauna e la flora deve abituarsi e adattarsi altrimenti si estingue.
Lelu75
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Ultima modifica: 05/10/2016 10:36 Da Lelu75.
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#73900
Re: Attuale efficacia di alcune strategie di pesca 7 Anni, 6 Mesi fa  
nelle zone "nostre" zone della liguria la situazione è la medesima , come se non bastasse da un anno a questa parte questa mega nave che si vede in foto in lontananza alle prime luci dell'alba la troviamo sempre sotto costa,battendo tutte le zone da levanto fino a deiva marina il primo anno si pensava a una sorta di rimappatura dei fondali ma poi ci è stata confermata la sua vera vocazione cioè la ricerca di orate che in questo periodo si avvicinano alla costa per non parlare poi di tutte le reti che si trovano nelle zone di spezia .spero di aver caricato bene la foto
Augusto
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#73901
Re: Attuale efficacia di alcune strategie di pesca 7 Anni, 6 Mesi fa  
Augusto ha scritto:
ma poi ci è stata confermata la sua vera vocazione cioè la ricerca di orate che in questo periodo si avvicinano alla costa

...in effetti da qlc anno a questa parte le orate oltre il kilo stanno diventando più rare delle vergini fra le 18enni
Pandasub
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#73908
Re: Attuale efficacia di alcune strategie di pesca 7 Anni, 6 Mesi fa  
Giorgio cosa ne pensi del mio modo di pescare?Ti spiego: non esco quasi mai piú da terra perché ormai sono sempre cappotti, tutte le volte che esco da terra avvisto si e no 2 pesci degni di essere sparati.Allora uscendo in gommone batto tanti littorali,soprattutto le zone topiche e pescose conosciute per esperienza ed in ognuno dei quali ci sto max 30/40 min riuscendo a prendere almeno un pesce per zona.A fine serata o mattinata riesco a fare un carniere(sempre scarso ovviamente).Penso che stare ore e ore in un posto povero di pesce sia una perdita di tempo.Tu che dici?Che sia questo un modo nuovo di pescare?
giancarlo83
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#73910
Re: Attuale efficacia di alcune strategie di pesca 7 Anni, 6 Mesi fa  
Rispondo a Giancarlo:
Tu descrivi la pesca subacquea <a segnale> che praticano quasi tutti i pescatori di livello.
Ci ho campato anche io quando facevo il professionista della pesca, o quando giravo dei video.
Si basa sulla conoscenza della costa e dei punti dove certe specie di pesci si raccolgono (alcune zone reclutano molti pesci di un determinato tratto di litorale).
Questa tecnica ha avuto il massimo del suo sviluppo con l'introduzione del GPS (sembra che alcuni agonisti abbiano più di un GPS che può raccogliere in memoria solo un limitato numero di località).
E' la tecnica dei pescatori agonisti che quindi basano il loro successo sulla conoscenza di questi <luoghi>, ne consegue la compravendita delle informazioni da parte dei pescatori dei siti dove si organizzano i campionati italiani: la roccia isolata in mezzo a una prateria di posidonia, il relitto, la franata che sprofonda nel blu etc.
Quindi non è una tecnica nuova, anzi direi che è datata!

Il principio del reclutamento in alcune zone del tratto di costa ha diverse spiegazioni:
1)L'associazione interspecifica delle specie ittiche (principio che ho spiegato a fondo nel mio libro).
2)Alcune ragioni trofiche
3)Motivazione difensive.

1) Quante volte abbiamo visto fuggire la grossa orata che si alimentava sul fondo insieme al branco di salpe? I pesci si associano per difendersi meglio (associazione difensiva)o per riprodursi (associazione riproduttiva). Se fate caso le salpe in branco si alimentano a turno: identifichiamo sempre un certo numero di sentinelle che mentre le compagne mangiano stanno controllando il circondario, poi si invertono le parti chi ha mangiato diventa sentinella e così via. Altrettanto si può dire delle zone scelte per la riproduzione: trovare il punto del montone delle orate (non sempre conosciuto dai pescatori) significa una cattura sicura!

2) Le ragioni trofiche sono banali: il pesce si raccoglie dove trova cibo in abbondanza. Spesso si deve osservare dove le correnti sospingono il plancton, primo anello di molte catene alimentari : i promontori della costa sopra-corrente, o le guglie delle secche al largo che raccolgono il plancton, le zone esposte ai venti.

3) Zone tranquille dove la vita dei pesci si svolge lontano dalla pressione della pesca reclutano la maggior parte delle specie ittiche (vedi le aree protette, i porti, le foci dei fiumi, o semplicemente i relitti).

Questa tecnica però ha dei limiti perché i pesci per ragioni inspiegabili cambiano le loro abitudini: certe secche sono ormai deserte per la pressione eccessiva della pesca, e la baia insignificante può reclutare la spigola o l'orata che non ci aspetteremmo mai!
Da anni ormai ho abbandonato la pesca a segnale con l'uso del gommone: preferisco recarmi a nuoto su un tratto di costa e scoprire zone nuove (sta prevalendo in me lo spirito dell'esploratore contro quello dell'ammazza-pesci). Mi accontento del pesce da mangiare e spesso raccolgo sotto la muta i murici di cui è ghiotta la mia compagna.
Giodap
Giorgio Dapiran
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Ultima modifica: 08/10/2016 05:08 Da Giodap.


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#73911
Re: Attuale efficacia di alcune strategie di pesca 7 Anni, 6 Mesi fa  
Ma io non intendevo sulle secche col gps, parlavo di spostarmi in piú posti del sottocosta, per dire nelle nostre zone: mezzora ai poveri, mezzora a romazzino, mezzora alle rocche ecc. in una giornata di pesca ho visitato piú posti.
giancarlo83
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#73912
Re: Attuale efficacia di alcune strategie di pesca 7 Anni, 6 Mesi fa  
Anche senza GPS visitando esclusivamente zone che nella tua esperienza hanno offerto delle catture è un metodo di pesca che incrementa le prede che puoi incontrare, con l'inconveniente di diventare ripetitivo nel prelievo in queste zone, di non fare <ricerca> esplorando zone nuove e alla fine di svuotarle del pesce stanziale.
Certamente zone che hanno offerto prede hanno più probabilità di offrirne anche nel futuro. E' banalmente una maniera di ottimizzare il carniere con l'uso del mezzo nautico che rende veloci gli spostamenti da un posto all'altro e cambiarlo quando non presenta alcuna cattura.

Io mi riferivo alle strategie di pesca non alla conduzione della battuta.

Ieri al largo di punta Capaccia (nord est della Sardegna) la solita penuria, poi su un cappello che arriva a dieci metri dalla superficie ho scorto uno <scivolamento> verso il fondo di un pallone di saraghi maggiori, un branco di una cinquantina di esemplari. Questi pesci nel passato li trovavi a rimpinzarsi di ricci o cercare alimento nel basso fondo. La pesca all'agguato nel basso fondo, condotta in modo sistematico da molti pescatori in apnea, ha allontanato dalla costa questi pesci che hanno trovato nella difesa del branco la possibilità di sopravvivenza. In mezzo al branco un'orata di un paio di chili associata per ragioni difensive con i cugini sparidi.
La cattura di un sarago si è risolta con un aspetto intorno alla guglia sul lato dal quale non poteva avermi visto condurre la discesa verso il fondo.
La tecnica della pesca in caduta sul branco è stata senza speranza, soprattutto sull'orata, l'agguato profondo tanto meno bastava affacciarsi da uno sperone che era un <fuggi, fuggi> generale. Poco più in là ho catturato una cerniotta procedendo strisciando rasente il fondo e intuendo, sotto un tettuccio di roccia che la sagoma più scura era la testa del serranide. L'ho misurata a palmi per essere sicuro superasse i 45 cm e rientrasse nella personalissima misura del mio fornetto.
Anche ieri carniere di due pesci catturati con tecniche diverse da quelle presentate nei miei video di una decina di anni fa.
Al di là della penuria di pesce chi non si evolve nelle tecniche di prelievo: <petto di pollo> e non mangia pesce ...
Giodap
Giorgio Dapiran
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Ultima modifica: 08/10/2016 09:12 Da Giodap.


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