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Torno sull’argomento “dare voce ai pescatori in apnea”.
Riepiloghiamo dalle puntate precedenti qualche numero:
- Circa 1.000 iscritti alla FIPS-Attività Subacquee (contro circa 1 milione di cannisti, 200.000 tesserati , 800.000 pescatori in mare senza tessera);
- Circa 10.000 iscritti ai forum PIA (immaginandoli già depurati delle iscrizioni multiple);
- Circa 80.000 praticanti la PIA, molti dei quali leggono i forum pur non essendo registrati, a partire dai pescatori con la fiocina a mano a quelli con le attrezzature più tecnologiche (stima di fonte varia, mutuata anche dai dati della Francia).
Di fronte a questi numeri, sicuramente da verificare, ma comunque significativi di una realtà importante, appare ancora più grave l’isolamento, la mancanza di “voce” e di peso che viviamo come categoria.
Per tentare di affrontare questo problema, con un gruppo di amici milanesi abbiamo avuto diversi incontri e discussioni, sondando anche altre realtà già costituite. E’ emerso che nessuno ha intenzione di impegnarsi in concreto e quindi, solo creando una nuova Associazione che abbia lo scopo precipuo di dare voce a tutti PIA ricreativo/amatoriali sarà possibile tentare di dare rappresentanza a quanti praticano la nostra attività. Questo anche per evitare che FIPSAS resti l’unico interlocutore dei diversi Ministeri in particolare per quanto concerne gli argomenti relativi alla PIA.
Questa necessità si fa più pressante anche alla luce di quanto previsto nel Protocollo d’Intesa del 22 febbraio 2010, siglato tra il Sottosegretario di Stato delle politiche agricole alimentari e forestali con delega alla pesca e all’acquacoltura e la Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee, laddove si prevede l’istituzione di una “Commissione di consultazione e coordinamento” (art. 3 lett. e)) aperta alla partecipazione anche delle associazioni interessate. E’ appunto anche in tale sede che dovremmo intervenire per essere considerati al pari di tutte le altre tipologie ricreative di pescatori.
Abbiamo quindi ipotizzato un percorso che prevede la costituzione di un’Associazione che abbia come scopo principale quello di rappresentare i PIA ricreativo/amatoriali.
Per il momento abbiamo solo abbozzato uno statuto per un’Associazione a livello nazionale che prevede anche la costituzione di delegazioni regionali. Questo al fine di avere titolo per intervenire in realtà locali ad esempio, quando viene proposta l’istituzione di una AMP.
Abbiamo anche ipotizzato come dovrebbe essere il sito internet dell’Associazione, dove per praticità e per favorire una partecipazione diffusa, abbiamo ipotizzato di gestire la vita associativa per via informatica. Dovrebbe quindi esserci una parte istituzionale/informativa visibile a tutti ed una parte riservata agli iscritti per tutti i tipi di votazione (mozioni, elezioni, ecc.). Niente forum o chat.
Il costo per il singolo iscritto dovrebbe essere di pochi euro/anno, necessari alla gestione dell’organizzazione. Per interventi più onerosi, quali ad esempio un patrocinio legale, si dovrà ricorrere a contributi di singoli o a sponsors.
Abbiamo inoltre sondato la possibilità di rendere disponibile un prodotto assicurativo del tipo di quello compreso nella tessera FIPSAS o nella tessera della Federazione Francese.
Qualora l’iniziativa partisse si dovrà trovare il modo di coinvolgere anche i produttori delle nostre attrezzature, sia come singole aziende, sia come associazione tra imprese del settore, per arrivare, infine, anche ai singoli negozianti.
Veniamo quindi allo scopo del post: vorremmo il vostro parere prima di cominciare a muoverci concretamente e quindi, a spendere un sacco di tempo e anche qualche soldino.
P.S.: naturalmente se qualche buontempone volesse partecipare sia alla fase di impostazione del progetto che, eventualmente, a quella realizzativa (informatici, avvocati, assicuratori, volonterosi, disponibili, ecc.) sarà ben accetto.
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