Albissima, mare ancora gonfio ma in fase calante, temperatura dell’acqua: 26 °C, visibilità scarsa (4-5 m) per il periodo. Entro in un posto riparato, con grandi aspettative visto il periodo e la scaduta. Ma già dopo la prima mezzora capisco che non ci sono grossi predatori in giro. Si vedono solo saraghetti e qualche oratella. Una da porzione riesco a prenderla. Dopo tre ore di girovagare al largo decido di rientrare e noto che l’onda si è abbassata per cui risulta più facile avvicinarsi alla scogliera. Mi reco nei pressi di una caletta dove c’è una scogliera alta alla cui base ci sono delle polle di acqua sorgiva frequentate dai cefali e a volte anche spigole. Noto subito, tra i riflessi dell’acqua più fredda, il grosso banco di cefali all’ingresso della fessura che si lascia accarezzare dalla risacca. Tra la schiuma e la sospensione cerco di individuare una pietra dove ancorarmi per potermi appiattare sul fondo di 1,5 m.
Scendo, mi aggancio alla pietra e mi apposto. Osservo i cefali che entrano ed escono dalla fessura cercando di individuare una livrea diversa. La vedo e il mio saber 90 fa subito centro. Recupero la spigola e ricarico. Noto più in là un’altra polla di sorgiva ma con pochi cefali, ormai sparigliati dal colpo precedente. Non sono convinto di andare a vedere perché stanco e la cena più o meno me la sono assicurata. Alla fine decido di andare a vedere. Mi apposto e noto pochi cefali molto nervosi. Sto quasi per riemergere quando appare lei in tutto il suo splendore. Tiro d’istinto che fa centro. Pesce in cavetto. Questo inverno ne ho prese pochissime di regine e piccole. Una così, non grossissima, in questo periodo non me l’aspettavo.
Un caro saluto e buon mare a tutti.
Vincenzo
