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Un pomeriggio di fuga dall'ufficio.
Sapevo che c'era ancora risacca per una bella botta di mare da sud ma qui nel Lazio (specie nella zona nord) è il momento giusto, con queste condizioni, per incontrare serra e qualche grossa leccia.
Arrivo a Santa Marinella ed inizio a scannerizzare la situazione per
valutare la visibilità. Questa è la discriminate più importante qui nel Lazio e vanno sempre ricercate quelle zone in cui la visibilità è accettabile, specie dopo una mareggiata.
Non solo per evidenti ragioni di riuscire ad avere una paio di metri di campo d'azione, ma anche perchè sono proprio i pesci che cercano l'acqua più pulita.
Valutata la cosa entro a pinne a baia di levante prima dell'abitato di santa marinella. In macchina ho due saber 7.5 (65 e 80) e decido che il fucile ideale è quello più corto.
La settimana prima avevo visto nello stesso posto un paio di serra ma il tiro mi ha regalato solo un pezzo dell'orchestra di Raul Casadei.
Entro e a terra è davvero un minestrone ma so che uscendo un pochino la situazione cambia. Infatti a una ventina di metri da riva inizio i primi aspetto cercando di capire da quale lato della costa arriverà il pesce.
Acqua caldissima (28 gradi) ed è piacevolissimo fare lunghe apnee in tre o quattro metri di profondità.
Qui il fondale è costituito da bei sassoni di granito intervallati da fango e posidonia. Uscendo invece inizia una interminabile distesa di grotto fangoso che fa pochissima tana. La zona migliore è solitamente quella al limitare delle due orografie.
Iniziano aspetti su aspetti con agguati tra i sassi ma senza nessun incontro. Zero cefali, zero saraghi e zero serra. La mangianza è tranquillissima e inizio già a pregustare il bel cappotto. Ma chi se ne frega. Sono in acqua facendo quello che più mi piace e finalmente il traffico nautico mi regala un mare silenzioso e sicuro.
Decido di uscire un pò di più sul grotto e, in trasferimento a galla, con la coda dell'occhio percepisco (più che vedere) una bella leccia che mi passa velocemente sotto. Purtroppo il fucile non è puntato nella sua direzione altrimenti il fantasma giallo e grigio sarebbe forse stato a tiro da galla.
Naturalmente mi immergo immediatamente acquattandomi sul fondo come una tartaruga ninja ma le castagnole mi dicono che la leccia ormai sarà arrivata a Civitavecchia. Ma sento che comunque il punto è buono anche perchè c'è una macchia di visibilità nettamente migliore.
Al tuffo successivo infatti riesco a catturare questa bella orata (il video è in testa al post) con un tiro assolutamente magnifico. Questo fuciletto continua decisamente a stupirmi.
Fine della storia.
Rientrando incontro altre due oratelle imprendibili ma sono soddisfatto e appagato così.
Esco con un sorriso a 527 denti.
Tanto vi dovevo.