Studio degli arbalétes nona parte: il guida-asta

Scrivo questa ultima parte del mio studio sugli arbalétes dal fusto di legno per sfatare la bufala che tanto è più dritta la canaletta ricavata nel fusto sulla quale appoggia l’asta, tanto un arbaléte è più preciso.

Intere generazioni di arbaletisti con atteggiamento competente, un occhio aperto ed uno chiuso, hanno traguardato questo alloggiamento impugnando il fucile come se dalla sua rettilineità dipendesse la qualità del prodotto, purtroppo non è così: un buon arbaléte non si valuta dalla sua guida rettilinea, ma da un insieme di fattori dei quali la guida perfettamente dritta è forse quello meno importante.

La ragione principale è che appena lanciata fuori del fusto, in acqua libera da vincoli, dopo alcune oscillazioni l’asta riprende la sua configurazione rettilinea, ovvio, se in origine lo era… senza alcuna “memoria” della sua posizione, mentre era alloggiata nella guida del fusto.

In realtà il “guida-asta” non svolge alcuna funzione di guida ma di semplice appoggio e di conseguenza dovrebbe chiamarsi poggia-asta, anche perché l’asta durante la spinta dell’archetto non rimane sostenuta sul fusto, come si crede, ma si solleva di coda strusciando solo sulle ultime decine di centimetri del guida-asta verso la punta del fucile.

A sostegno di questa mia dichiarazione che è conseguente alle osservazioni sperimentali nella mia vasca di prove balistiche, pubblico un articolo scritto nel dicembre del 2009 presentato solo in area riservata ai clienti del mio forum.

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Evoluzione dei Saber

Premessa.

Come progettista di arbalètes e inventore d’altra attrezzatura per la pesca subacquea, è risaputo che non seguo le mode: fin dagli inizi della mia attività in questo settore, nelle strategie di pesca, e nei prodotti strumentali, ho sempre cercato una via personale, in controtendenza con le soluzioni comunemente più adottate. Quando, negli anni ‘ 70 ho partecipato ai campionati assoluti di pesca subacquea con dei fucili a elastici (unico su quaranta concorrenti) sono stato ridicolizzato dagli altri atleti che usavano solo i fucili oleo-pneumatici. Quando alla fine degli anni 90 ho girato i video all’agguato nel basso fondo: <Spigole e cefali>, <Saraghi e orate>, più di un <amico>, hanno fatto sarcasticamente riferimento alla mia età per il tipo di strategia <struscia panza> adottata nelle riprese filmate, dove non sono richieste grandi prestazioni nell’apnea.  Usavo gli arbalètes dal fusto di legno quando erano di moda i tubi in alluminio e molti pescatori prendevano la mia scelta per una stramberia.

Per la pratica della mia pesca e per i prodotti offerti ai clienti, non mi sono mai accontentato di adottare vecchie soluzioni, di proporre <ricicciamenti> di antichi modelli presentati come novità, ma di coniugare l’esperienza acquisita in mare e una cultura ingegneristica, per sviluppare nuovi progetti dove moderni e inediti metodi d’indagine scientifica mi hanno consentito di <misurare>, <confrontare>, diverse soluzioni tecniche e infine, prediligere quelle che, oggettivamente, avevano dimostrato le migliori performances.

La disciplina della pesca in apnea è <sviluppo> e <adattamento>, che non ha mai fine perché le condizioni nelle quali opera il pescatore continuano a mutare (con una grande accelerazione in questi ultimi anni), creando nuove esigenze in rapporto al cambiamento del comportamento e delle abitudini dei pesci. La tecnologia delle attrezzature, grazie ai pescatori e ai tecnici dotati d’inventiva, si evolve: i fucili diventano sempre più precisi, le gittate delle aste s’incrementano mentre nel frattempo la balistica subacquea  diventa una scienza. Rispetto agli <sparalucertole> degli anni ’50, oggi si producono attrezzi che lanciano le aste a più di cinque metri dalla punta del fucile con grande precisione ed energia di penetrazione nella carne del pesce. Per proporre questo sviluppo però: <si deve andare a pesca!>. Le attrezzature non evolvono quando il progettista sta con le gambe sotto il PC.

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Presentazione Saber 100/7.5

 

 

 

 


 

 


 

Il Saber 100/7.5 sostituirà il Saber 100, primo modello di un brevetto che ha presentato una linea di arbalètes i cui elastici appoggiano su delle pulegge ad asse verticale, alloggiate in asole nella testata del fusto.

 La sostanziale differenza tra il nuovo modello di arbalète e quello storico è nella struttura del fusto e nella massa delle aste che può lanciare: sarà disponibile in diversi armamenti, da quello classico con asta da 7 mm di diametro a quello con asta da 7.25/7.5 mm di diametro. Userà come propulsore due elastici da 17.5 mm di diametro della Primeline. La disponibilità dei modelli bilanciati con le diverse aste si dovrà richiedere al responsabile commerciale.

Le ragioni <tecniche> di questa evoluzione si riassumono: nel miglior brandeggio a parità di prestazioni rispetto ai vecchi modelli più lunghi, e nelle migliori prestazioni balistiche (maggiore energia dell’asta a parità di distanza percorsa e una maggiore gittata utile).  In pratica l’asta colpisce il pesce con più energia di penetrazione e raggiunge, con una balistica corretta, una maggiore distanza dalla punta del fucile, è consigliabile, infatti, nel Saber 100/7.5 impiegare tre <passate> di nylon per collegare il terminale della sagola all’asta.

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Personalizzazione dell'arbaléte

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Saber shot 90

 

 

Il Saber shot è stato progettato qualche anno fa  sul segmento <100> come arbaléte per le gare di tiro a segno subacqueo, ora ne propongo anche la versione  sul segmento <90> .

 

 

 La mia esperienza come produttore di fucili per il tiro a segno subacqueo è durata molto poco per i regolamenti e le decisioni prese nel 2011 dai responsabili di questa specialità della nostra federazione. E’ passato qualche anno da allora, il mio impegno progettuale e lo studio su questo tipo di arbaléte mi ha fatto progredire anche nei progetti dei fucili esclusivamente per la pesca, quindi a prescindere dagli eventi, ringrazio chi mi ha invogliato a studiare  questo prodotto. Abbandonate le velleità di  progettista di arbalétes per il tiro subacqueo (dove la potenza di lancio non è un pregio, anzi…) ho pensato di allargare la gamma degli <shot> proponendo   un fucile ad elastici di grande precisione su un segmento più versatile e maneggevole.  

 

 

In cosa si differenzia l’attrezzo per il tiro a segno libero da quello per la pesca?

 

Possiamo attingere un suggerimento dalle armi da sparo: la massa inerziale dell’arma per il tiro a segno è significativamente maggiore di quella delle armi di ordinanza impiegate dalle forze di polizia e dalle forze armate. La maggiore massa rende l’arma più stabile per un tiro piazzato, quindi più precisa, ma meno maneggevole per l’uso delle azioni contro la criminalità, o contro l’eventuale nemico in guerra.  

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Gli stregoni degli arbalétes

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Saber 80 asta da 7.5

 


 

Il successo degli arbalétes corti con gittate efficaci dell’asta superiore ai tre metri, per la pesca in acque torbide o con mare mosso, è ormai ampiamente riconosciuto.

Quando, all’inizio degli anni 2000 proposi il Mini Jedi, un arbaléte <75> che lanciava un’asta da 7 mm di diametro, armato con un doppio elastico, l’iniziativa lasciò sconcertati i tecnici e i clienti degli arbalétes: non capivano la necessità di un segmento corto, potente e di grande precisione, infatti, per la consuetudine di quei tempi, i fucili ad elastici corti erano proposti per la pesca in tana o i tiri molto ravvicinati di solito armati con asta da 6 mm di diametro, nelle  gittate superiori a due metri erano assai imprecisi, si presentavano e si progettavano come fucili <depotenziati> e tecnicamente limitati rispetto ai segmenti più lunghi, più nobili. Il fucile oleopneumatico, allora, dominava ancora il mercato dei fucili corti e potenti.

Il progetto rivoluzionario del Mini Jedi nasceva per soddisfare  una mia esigenza tecnica personale: disporre di un attrezzo molto maneggevole per la pesca all’agguato nel basso fondo, in tutte le condizioni di mare e in tutte le stagioni! Ma questo tipo di strategia di pesca allora era poco praticata e l’arbaléte <75>, doppio elastico , monoforo, settato per asta da 7 mm, impiegò alcuni anni prima di essere accettato e capito dai pescatori subacquei.

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Folclore delle prove in piscina degli arbalétes

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Mega Saber 4

Dopo un anno di <gestazione> sono in grado di offrire ai miei clienti il nuovo Saber<120>:

Il Mega Saber 4 (M.S.  4) arbaléte armato con  quattro elastici che alloggiano  su

quattro pulegge ad asse verticale, sfalsate fra loro  sul piano orizzontale .

Caratteristiche venatorie:

Progettato per una pesca oceanica su pesci di grossa taglia, si adatta anche alla pesca nel Mediterraneo relativamente alla tecnica del Blue Water Hunting, alla pesca “in caduta” su fondali profondi, alla pesca all’aspetto al dentice, alla pesca ai grossi pelagici .

Le dimensioni dell’arbaléte:

La lunghezza dell’arbaléte è di un classico <120>, dove la distanza tra l’appoggio del primo elastico della testata del fucile e l’ultima pinnetta di aggancio sull’asta è di 120 cm.

Nel punto più largo il fusto misura 75 cm, mentre nel punto più alto 46 cm, con una forma idrodinamica e sfinata dalla impugnatura alla punta, la lunghezza del fusto <fuori tutto> è di 143 cm (più lungo di cinque centimetri rispetto al Mega Saber a tre elastici già in produzione).

 Come negli altri <segmenti Saber> la massa inerziale del fusto è concentrata verso l’impugnatura per ridurre il momento d’inerzia nelle rotazioni del brandeggio, che in un linguaggio pratico significa avere le masse del fucile da mettere in rotazione più vicino alla mano per ridurre lo sforzo muscolare del brandeggio laterale e o verticale.

 

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Quale arbalete

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Archetto propulsore

 

 

 

L’archetto propulsore è coperto da brevetto

 

 

L’archetto di un arbalétes è l’organo meccanico che collega l’asta all’elastico e consente di trasformare l’energia potenziale dell’elastomero allungato  in un lavoro meccanico utile per il lancio dell’asta.

 

Allo stato attuale, l’archetto è un organo meccanico inerte di semplice collegamento tra elastico ed asta.

Può essere variamente configurato: nella sua accezione più generale è composto da due tiranti cilindrici, inseriti e bloccati all’interno del tubo di elastomero, e dall’archetto vero e proprio solidalmente vincolato ai tiranti che si aggancia ad intagli, pinnette, o piccoli perni disposti sull’asta. Le soluzioni, negli anni, si sono ampiamente differenziate dalla mezzaluna metallica al monofilo metallico articolato sulle astine e all’archetto tessile.

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Saber, considerazioni generali dopo i primi mesi dall'ingresso  sul mercato

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Ultime novità

 

Abbiamo raggruppato in questa presentazione gli ultimi prodotti messi in vendita in questo ultimo mese:

·         New Super Jedi

·         Meccanismo di sgancio a rullino

·         Archetto tessile corto con astine in delrin®

Analizziamoli in dettaglio:

 

 NEW SUPERJEDI

 

La ri-proposizione del noto modello della serie Jedi ha diverse connotazioni:

  1. La prima riguarda il periodo economico che stiamo vivendo in Europa e nel bacino del Mediterraneo: una profonda crisi che riduce il budget per la pesca subacquea. Rispetto alla tendenza tenuta per i modelli Saber (coperti da tre brevetti, uno sul fucile, uno sull’archetto ed uno sul gancetto dell’asta), ho voluto tenere nel mio catalogo un fucile dal prezzo contenuto senza i miglioramenti tecnologici dei Saber che hanno un alto costo di realizzazione. L’efficacia del Superjedi è stata documentata in quasi tutti i video della serie “agguato profondo” ed “aspetto dinamico al dentice”, non è affatto un arbaléte obsoleto avendo una gittata utile superiore ai 5 m dalla punta del fucile anche su pesci di buona taglia.

Monta il mulinello economico con braccetto, ottenuto di stampo, un’asta senza gancetto lunga 140 cm ed archetto in dyneema esattamente  come il primo Superjedi doppio foro.

  1. Ho voluto dare un nuovo look ad un arbaléte di successo con una lavorazione superficiale che ricorda quella dei modelli Saber: una superficie graffiata, simil-grezza, nella quale è inciso il nome della ditta e del modello.                             
  2. Ho incassato gli elastici nella testata e nel fusto del fucile per ridurre i loro ingombri laterali avvantaggiando il brandeggio e riducendo le resistenze idrodinamiche nella loro contrazione. Il tiro in vasca ha evidenziato una minor turbolenza in coda agli archetti ed una conseguente maggior velocità di lancio dell’asta.           
  3. La massa inerziale del fusto è rimasta inalterata, mentre il fucile monta il nuovo poggiasterno della serie Saber.

 

In sostanza, propongo un fucile di prestigio completamente rinnovato ad un  prezzo sotto i 500 euro. Può sembrare un prezzo ancora alto ma ricordo che tutta la componentistica metallica è in acciaio AISI 316 tagliata al laser, il fusto è in Mogano Sapelli, i fucili continuano ad essere assemblati e bilanciati personalmente da me, e l’assistenza è sempre quella di un fucile della ditta Dapiran.

 

La concorrenza sta copiando tutto dai miei prodotti: dall’impugnatura con l’appoggio del pollice, all’elsa a forma di virgola in lamiera d’acciaio, alle aste con i pernetti che ricordo sono stati introdotti da me all’inizio degli anni 2000, alla scelta del tipo d’essenza usata per il fusto.

I miei arbalétes fanno tendenza ed in tutti i fucili in legno messi in commercio si ritrova qualcosa del mio progetto, ma solo il Superjedi è L’ORIGINALE !

 

Informazioni commerciali: il prezzo di vendita è di euro 480,00 e comprende: asta senza gancetto, elastici con archetti in dyneema e mulinello base con braccetto SENZA dyneema®.

Tutti i prezzi si intendono senza spese di spedizione.

 

 

 

MECCANISMO DI SGANCIO A RULLINO

 

Questo nuovo meccanismo di sgancio che ho già presentato qualche mese fa, dopo un accurato collaudo è ora disponibile alla vendita.

Riassumo le caratteristiche fondamentali dello sgancio a rullino:

1.      Il primo e fondamentale vantaggio è dovuto alla conversione dell’attrito radente tra dente di aggancio e grilletto, all’attrito volvente tra questi due organi meccanici nella fase di sgancio. Come ho illustrato in articolo precedente, l’attrito volvente è minore rispetto all’attrito radente, in alcuni casi anche di un di un fattore 10 (non è il caso però del mio nuovo meccanismo). Ne risulta uno sgancio molto più “dolce” e rapido anche in arbalétes “potenti” con grandi trazioni sull’asta. 


 

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                                Potenziatore  (seconda parte)

 

 

L’idea che ho brevettato di cui il potenziatore, così come è stato presentato, è solo una delle  realizzazioni, è quella dell’uso sullo stesso elastico circolare (o coppia di elastici avvitati su testata o altre soluzioni con  un elastomero ) di diversi sistemi elastici che contribuiscono al lancio dell’asta.

Inizialmente ero partito con due molle metalliche montate alle due estremità prima dell’archetto, poi ho realizzato una giunzione di tre spezzoni di elastico : un elastico motore più una sola coppia di caricatori, ma si può giungere anche ad inserire una soluzione pneumatica che non ho ancora sperimentato.

 

In sostanza ho iniziato a sondare l’efficacia dei sistemi elastici in serie e, o,  in parallelo.

Un campo di studio che prevedo mi assorbirà per i prossimi anni di ricerca sperimentale nella mia vasca di prove balistiche.

 

In questa seconda parte del trattato sul potenziatore, il mio impegno è di

 spiegare il funzionamento fisico  del potenziatore

 La contrazione di un tubo di elastomero procede dalla estremità libera verso il vincolo, con il massimo delle velocità di contrazione sull’estremità libera,  fino a raggiungere una velocità nulla in corrispondenza del vincolo.

 Analizziamo il sistema dei cinque spezzoni di elastomero dividendolo in due: il moto del  motore e il moto dei due caricatori.

 

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Nuovo meccanismo di sgancio




La caratteristica fondamentale del nuovo meccanismo di sgancio è di aver trasformato l’attrito radente tra la superficie di  appoggio del dente di aggancio e la corrispondente nicchia sul grilletto in attrito volvente di un rullino in titanio (grado 5) che rotola  anziché strisciare.
Con questa modifica, oltre a ridurre il coefficiente di attrito, ho potuto realizzare il grilletto in acciaio.

 

Attrito radente e attrito volvente 

Se F2 è la forza che spinge le due superfici a contatto, nel moto relativo perpendicolare alla forza pressante la resistenza d’attrito radente è :

                                                                             

 

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Effetti del momento di rinculo sulla precisione del tiro

 

  

 Fermo immagine del filmato ad alta velocità del tiro di un minijedi (1000 ftgr/sec)

Frame n° 30 dall’inizio del tiro

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Potenziatore

1^ parte

 Ho messo a punto una combinazione di cinque spezzoni di elastomeri che si articolano su due snodi  per ottenere una maggior potenza di lancio dell’asta rispetto all’impiego di un singolo elastico circolare.

Questa soluzione, coperta da brevetto (richiesta di brevetto:  TO2011A000669 depositata il 25/07/2011), amplia la versatilità di impiego del vostro arbaléte  e nonostante la stia  impiegando da diversi mesi è ancora tutta da sondare, sia per i principi fisici che mette in gioco, sia per la lunghezza ottimale degli spezzoni impiegati.

 

Il potenziatore si compone di:

- uno spezzone di diametro più grosso rispetto agli altri, detto “Motore”, che nel mio modello Saber si appoggia direttamente sulla puleggia,

- due coppie di spezzoni di diametro più piccolo che si fissano a due archetti da agganciare a due pinnette adiacenti sull’asta, detti “Caricatori”.

- due snodi a Y sui quali si fissano gli estremi dello spezzone motore e gli spezzoni dei caricatori così come è stato schematizzato nello schizzo.

                                

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Le aste con i pernetti e il nuovo gancetto

                             

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Balistica dell'asta di un arbaléte   (prima parte)         

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La moda del Roller gun

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Saber 80 - presentazione                                    

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Archetto tessile per arbalete con astine guida rigide in materiale metallico o plastico

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Presentazione del Saber SHOT                         

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Saber 90

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Presentazione Saber 110

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Presentazione Saber 100

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