Tiro a segno subacqueo: legno si, legno no!


  

 

Circolare normativa della FIPSAS 2011:

Estratto dal Tiro al bersaglio subacqueo

4.5      A tutela del regolamento internazionale e della Squadra Nazionale Italiana, gli atleti che parteciperanno alla fase finale del Campionato Italiano con fucili in legno non  potranno far parte del Club Azzurro e non potranno ricevere alcuna convocazione per gare internazionali. A partire dalle Gare di Qualificazione valide per i Campionati Italiani del 2012 sarà vietato l'utilizzo del fucile in legno e dei sistemi luminosi (torce, etc) in ogni gara di Tiro al Bersaglio Subacqueo Federale. Questo allo scopo di uniformare la normativa italiana a quella internazionale.

Di recente, in questa disciplina è scoppiata la polemica sulla decisione dei vertici federali della FIPSAS (Federazione italiana delle attività subacquee) di non consentire a livello agonistico, a partire dal 2012, l'uso degli arbalétes che hanno il fusto in legno.

 

Si ventila da parte di questi vertici che a livello internazionale sia stata già presa questa decisione, ma alla  CMAS ( Federazione mondiale delle attività subacquee) cui fa riferimento la nostra federazione nazionale, non risulta nulla del genere ed i miei contatti a livello internazionale non mi confermano una simile prospettiva.

Premetto che in qualità di imprenditore del settore attrezzature subacquee, non ho alcun interesse al mercato dei praticanti il tiro a segno subacqueo ( che scriverò per semplificare tiro sub), in Italia composto da poche centinaia di subacquei che, attualmente, ricavano i loro attrezzi di tiro dal mercato della pesca subacquea.

Sono stato tirato in ballo, stimolato, da un amico a produrre qualcosa che andasse bene, fosse funzionale, anche per l'uso del tiro a segno.

Poiché il mio sistema di ricerca sperimentale in questo campo mi porta, sistematicamente, a tirare al bersaglio dal 2004, data storica in quanto a Milano sono state operate le prime prove in vasca di un arbalétes ripreso con una videocamera ad alta velocità, mi sono cimentato nella progettazione di un prodotto specifico che successivamente si è rivelato, un ottimo attrezzo anche sia per il tiro sub che per certe tecniche di pesca subacquea: il Saber Shot.

Personalmente, nella mia vasca di prova, col Saber Shot riesco a tenere la rosata dei centri sul bersaglio a quattro metri e mezzo dalla punta del fucile in una monetina da due euro.

Sono condizioni operative particolari perché infilo la mano che impugna il fucile tramite un guanto dentro una vasca, ho i piedi per terra, l'acqua nella vasca è ferma e c'è solo un bersaglio , non cinque su posizioni diverse, quindi condizioni differenti dal tiro a segno subacqueo specialità "tiro libero".

Mai però con altri modelli di arbalétes sono riuscito ad ottenere questi risultati perché, è bene sottolinearlo, gli arbalétes per la pesca devono avere altre caratteristiche oltre alla precisione e il tutto trova un compromesso nella potenza di tiro, nel brandeggio e in tanti altri fattori che non sto ad elencare ma che trasformano l'arbaléte da un semplice strumento che lancia un'asta ad un attrezzo complesso dove ogni componente ha una sua finalità precisa per la caccia.

In questo quadro, il fusto ha un'importanza centrale perché nell'evoluzione europea di questi attrezzi è sempre stato sottodimensionato a livello della sua massa inerziale. Chi conosce i miei studi è al corrente anche dei problemi di stabilità del fucile cui mi riferisco e attualmente sul mercato nessun materiale si è dimostrato migliore del legno per questo componente dell'arbaléte.

Questa è una mia opinione, di sicuro, non condivisa da altri imprenditori del settore, ma conseguente ad una teoria scientifica che ho provveduto a sviluppare nel mio sito Web.

Potrebbe essere una sfida quella di trovare un altro materiale che offrisse le stesse masse inerziali al fusto o anche superiori a quelle del legno, garantendo un assetto neutro del fucile, ma allo stato attuale i costi di simili materiali sono fuori dalle disponibilità del mercato .

A questo punto il mio ingresso come imprenditore nel tiro a segno subacqueo, come è iniziato si è anche definitivamente chiuso e chiederò agli atleti cui ho fornito i Saber Shot in uso di restituirli.

Non sono interessato ad impegnare la mia azienda in un settore che lascia solo un anno di operatività agonistica agli atleti che usano il mio modello di arbaléte. Ho già lavorato per anni in rimessa economica nel settore videografico, non ho intenzione di farlo anche nel tiro sub!

Poiché ho lavorato a questo progetto, che tuttavia ha avuto un ritorno tecnico-commerciale anche a livello della mia attrezzatura per la pesca, mi sento di dover portare alcune considerazioni sulla vicenda.

Non voglio entrare nelle questioni tecniche relative alla disciplina del tiro sub che hanno portato alle scelte in questione per non accendere alcuna polemica sulla competenza tecnica degli addetti ai lavori della federazione.

Però mi chiedo: perché le politiche federali delle attività subacquee invece di allargare la partecipazione a tutte le aziende del settore privilegia solo alcune, lasciando fuori quelle che operano con il legno?

Quale giustificazione tecnica viene addotta per escludere il materiale col quale è nato l'arbaléte, per favorire altri materiali, a mio avviso, meno idonei?

Il ritorno promozionale per il tiro a segno subacqueo è tanto maggiore quante più aziende partecipano nell'offrire prodotti validi per questa disciplina.

Nel mio forum, ad esempio, ho aperto di recente uno spazio per il dibattito e l'informazione sul tiro sub avendo tra i miei clienti degli agonisti di questo sport.

Questo spazio, ovviamente, si chiuderà con l'esclusione della mia azienda dai giochi.

In nessuna disciplina di tiro che fa riferimento al CONI esistono limitazioni sui materiali, ad esempio: che gli archi del tiro con l'arco debbano essere costruiti in legno o le carabine del tiro al piattello non debbano avere il calcio in legno. Ogni limitazione tecnologica sui materiali esula dalle competenze delle rispettive commissioni tecniche federali e di questo fatto ne farò oggetto di interrogazione ai vertici dirigenziali del CONI.

Ha senso l'esclusione di materiali che portano un reale vantaggio all'atleta come recentemente è accaduto per i costumi poliuretanici nel nuoto agonistico, ma sfugge la ragione tecnica della scelta per il fusto in legno di un arbaléte.

Che vantaggi produce?

A meno che non si riconosca l'evidente superiorità di questi attrezzi e si voglia escluderli per non minimizzare le prestazioni degli attrezzi costruiti con altri materiali.

L'impressione che se ne trae dalla decisione della FIPSAS è di voler limitare lo sviluppo tecnologico degli attrezzi impiegati in una sua disciplina affiliata, obbligando gli atleti a tirare con prodotti giocattolo.

C'è qualcosa di poco chiaro nella decisione federale e non vorrei fosse la solita questione all'italiana...

P.S.:

-Sono stati annullati dalla CMAS i campionati mondiali di questa disciplina previsti per quest'anno in Colombia.

-Non esiste alcun regolamento internazionale CMAS che escluda l'arbaléte in legno, quindi il riferimento della circolare federale italiana è astratto (forse fa riferimento ad un regolamento futuro).

-La federazione francese ha un regolamento assai diverso da quello italiano e consente l'uso dell'arbaléte in legno nella specialità del tiro di precisione a 4 m.

-La stessa federazione francese (nella persona della responsabile federale del "tir sur cible" della Francia occidentale) ad una interpellanza si è dichiarata stupita dell'esclusione dell'arbaléte in legno in Italia, dichiarando la difficoltà oggettiva di coordinare le diverse federazioni esistenti con le quali per ora non c'è nessun accordo. La stessa ha dichiarato che anche in Francia c'è il tentativo di alcune aziende del settore di escludere i concorrenti che costruiscono arbalétes in legno

-Per ora le gare internazionali svolte sono: L'incontro Italia -Francia di Lione tenuto con un regolamento specifico solo per quella manifestazione dove i tiratori francesi (perdenti) si sono abbassati a tirare a tre metri con attrezzi per loro non abituali.