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Tecnica di pinneggiata a colpo di frusta
Scritto da Giorgio Dapiran   
Mercoledì 01 Settembre 2010 13:50

Tecnica di pinneggiata a colpo di frusta

 


L'iconografia classica della pinneggiata di un subacqueo, lo riprende con un armonioso movimento alternato, continuo e costante delle gambe.

Nel nuoto verticale di risalita invece io adotto una tecnica di pinneggiata a colpo di frusta rappresentata dai sei fotogrammi in successione che vengono riportati sotto.

Questa pinneggiata è conseguente ad una mia teoria e si avvale di una bi-pinna costruita allo scopo di ottimizzarne il rendimento.

Questo articolo integra quello sui “Misteri della pala asimmetrica”

 

 

Non voglio riprendere la pubblicazione della mia teoria sulla pala asimmetrica ma spiegare agli utenti di queste pale quale tecnica è più efficace nel nuoto verticale in risalita dal fondo, condizione di nuoto per la quale le pale sono state progettate.

Riassumo la teoria quel tanto da poter descrivere i principi del nuoto e le fasi riassunte nei sei fotogrammi:

Il corpo del subacqueo risale dal fondo perché le pinne flettendosi sotto il movimento coordinato delle gambe spingono, alternativamente, una massa d'acqua nella direzione opposta all'avanzamento

Per la particolare anatomia del corpo umano si può esercitare una spinta efficace, in accelerazione, solo nel calcio in avanti, a questo scopo le pale delle bi-pinne si sono sviluppate con una inclinazione rispetto al piano di appoggio della pianta del piede che può variare da 8° a 20°. Il calcio viene eseguito in accelerazione partendo dall'articolazione della testa del femore fino a quella della caviglia, da qui l'assimilazione ad un colpo di frusta (tralascio le spiegazioni fisiche di questa teoria).

 

Descrizione del movimento seguendo i fotogrammi

 

Ftgr. N° 1

In questo fermo-immagine la gamba sinistra e all'apice dell'accelerazione del calcio Ripropongo nello schizzo la deformata della pala che si evince dal fotogramma.

 

  Questo calcio della pinna contro l'acqua ha procurato una deformazione della pala in composito di fibra di carbonio e da questo momento la pala restituisce l'energia di deformazione elastica come reazione sotto la pianta del piede (la gamba del sub viene spinta in alto dalla reazione della pala). E' il momento topico del funzionamento di questa bi-pinna.

 

Dal fotogramma si può notare che i 2/3 della mia pala sono perpendicolari all'asse della gamba perfettamente distesa, la massa d'acqua coinvolta nella spinta è proporzionale a questa superficie della pala

La gamba destra, invece, finito il suo ciclo di spinta sta sollevando il ginocchio, la pala corrispondente si appoggia sull'acqua ma la spinta che ne ricava è minima come è evidente dalla deformata sotto sforzo, la pala viene sfilata verso l'alto e si può dire che si trova in una fase passiva della pinneggiata.


 

Ftgr n° 2 e Ftgr n° 3


 


 

Nel secondo e terzo fotogramma la gamba sinistra è ancora tesa, la pala sta ritornando nella sua configurazione indeformata e continua a spingere sotto la pianta del piede. In questa fase il sub ha una pausa del movimento della gamba sinistra : aspetta che la pala termini la restituzione dell'energia elastica, nel frattempo la gamba destra ha completato la fase passiva del recupero della pala sfilandola perfettamente in verticale, il ginocchio è piegato, la gamba si sta preparando ad esercitare il calcio.


 

Ftgr n ° 4 Ftgr n° 5


 


 

La pala sinistra ha quasi esaurito la sua spinta, gli ultimi sgoccioli di energia elastica della pala vengono utilizzati per iniziare a sollevare il piede.

La pala destra invece ha già iniziato il suo calcio, anche se la pala non è ancora in fase di pressione sull'acqua che porterà alla deformata massima sotto sforzo, la tibia e il piede stanno già accelerando.


 

Ftgr n° 6


Sta iniziando il ciclo di spinta sulla gamba destra, siamo un fotogramma prima, ma speculare rispetto a quello n° 1 sulla gamba sinistra.

 

Conclusioni

Le spinte delle due gambe sono alternate, potrebbe sembrare un moto a singhiozzo ma l'inerzia del moto del corpo del sub funziona da volano e la velocità di risalita aumenta progressivamente anche in ragione della maggiore spinta di galleggiamento della muta proporzionalmente inversa alla pressione della colonna d'acqua.

Questa è la rappresentazione del nuoto verticale in risalita rapida, ovviamente si possono rappresentare altre forme di risalita con tecniche diverse, tuttavia quella rappresentata è la più rapida e quella che consente il massimo sfruttamento della pinneggiata con la pala asimmetrica.