E' passato qualche mese dalla vendita del  Saber 100 n° 1 acquistato dall'amico Giuseppe e del Saber 110 n° 1  acquistato dal siciliano Silvio e mi compiaccio nel fare un bilancio positivo delle vendite e dell'interesse che questo nuovo modello ha dato vita tra la variegata popolazione dei pescatori subacquei.

In un periodo di crisi creativa del settore, si può già dire che il modello Saber passerà alla storia come la novità del 2009, Ovviamente i nostri media non parlano del Saber perché non fornisco i negozi, né pago le pagine pubblicitarie a riviste, a mio avviso, screditate perché non fanno una vera informazione ma evidenziano solo i prodotti delle ditte che comprano il loro spazio pubblicitario (come se scrivere di una novità fosse fare pubblicità alla novità), insomma, l'informazione vista solo come pubblicità con tutte le conseguenze del caso che portano ad una informazione fasulla, perché comprata.

Per mia fortuna c'è il "Tam Tam del subacqueo" ed il mio sito web , in verità molto seguito (circa 9.000 visite mensili), che dimostrano un cambiamento nelle abitudini dei pescatori subacquei nel raccogliere informazioni sui prodotti: non chiedono più ai negozianti di settore, una volta veri appassionati promotori delle novità, oggi commercianti mercenari che propongono l'acquisto  del prodotto sul quale guadagnano di più.

Si informano dal compagno di pesca, nel circolo subacqueo dove sono iscritti, parlano con il praticante la  pesca subacquea che incontrano per caso in mare, leggono le informazioni su Internet. Molti hanno con me e con la mia azienda, da anni,  un rapporto di fiducia, e chiedono informazione dirette, altri frequentano lo shop di Genova diventato un vero punto di riferimento per  l'appassionato che desidera vedere un prodotto di alto livello tecnico.

Con strumenti commerciali nuovi e tra mille difficoltà il Saber, si sta proponendo anche all'estero.

Cosa ne dicono, però, i clienti?

Oltre la precisione e la potenza di tiro, mi segnalano alcune caratteristiche che non avevo notato:

"Il caricamento è più facile rispetto agli arbalétes tradizionali". Questa dichiarazione mi ha sorpreso perché l'allungamento percentuale degli elastici è lo stesso dei modelli Jedi e l'elastomero è lo stesso, tranne per il Saber 110 che è armato con S 45 prodotto dalla Cressi Spagna che ha un diametro superiore di un millimetro circa rispetto al Primeline con il quale è armato  del Saber 100, quindi dovrebbe essere più difficile da caricare. Il fatto che l'elastico circolare  impugnato  possa ruotare facilmente perché alloggiato su una puleggia, probabilmente è percepito come una facilità nel caricamento, o forse lo è veramente. Molti clienti del Saber provengono dall'esperienza e dall'impiego di uno Jedi con l'alloggiamento degli elastici in un foro singolo e non hanno sperimentato la facilità del caricamento di uno Jedi a doppio foro e il Saber ottimizza questa esperienza.

"Il Saber è un modello più silenzioso degli arbalétes tradizionali" Non avevo fatto  caso a questa caratteristica che invece è reale ed è da attribuire all'archetto tessile, sicuramente meno rumoroso dell'archetto metallico, e forse al posizionamento degli elastici molto aderenti all'asta con una sezione frontale di attraversamento dell'acqua minore che porta a minori turbolenze, quindi ad un minor "rumore".

" Il modello Saber ha un miglior brandeggio rispetto ai fucili tradizionali" Sicuramente nella direzione verticale l'ingombro è ridotto perché gli elastici si alloggiano dentro il fusto  e, ad esempio, non sporgono come nei modelli Jedi, ma il brandeggio orizzontale, secondo me, è uguale a quello degli altri fucili. C'è da dire che la difficoltà di movimento del fucile dipende molto dalla lunghezza dell'asta con la quale è armato e nel Saber 100 questa sporge poco (molti arbalétes 100 montano aste più lunghe). La punta dell'asta è la parte del fucile che percorre la distanza più lunga in ogni tipo di brandeggio ed è quella che procura  buona parte della resistenza idrodinamica allo spostamento, per questa ragione, ad esempio, ho ridotto la lunghezza dell'asta del Medijedi da 130 a 125 cm

"I modelli Saber hanno meno rinculo degli arbalétes tradizionali" Questa osservazione mi è stata fatta fin dal primo cliente ed in verità mi ha lasciato perplesso ma mi ha fatto riflettere sulla percezione del rinculo e sulla definizione di questo fenomeno fisico.

Per rinculo degli arbalétes comunemente si intende l'arretramento del fusto indotto dal ritorno degli elastici alla loro lunghezza naturale. Ricordo al lettore che se non ci fosse la mano a contrastare questo arretramento  tutto l'insieme dei componenti il fusto (mulinello, impugnatura ecc. cui per semplicità attribuiremo la Massa fusto) verrebbe scagliato indietro dagli elastici con la quantità di moto:

 M fusto * Velocità rinculo fusto, determinata e vincolata dalla quantità di moto che gli elastici sono riusciti a trasferire all'asta M asta * Velocità asta, insomma le quattro grandezze sono interdipendenti.

 Poiché la variazione della quantità di moto altro non è che un impulso (una forza per il tempo durante il quale agisce) F * DT il rinculo è percepito come una spinta F sulla mano che agisce per un determinato tempo DT.

Cosa è cambiato nel Saber rispetto allo Jedi per fare percepire un minor rinculo ai miei clienti che posseggono entrambi i fucili? La massa rinculante del Saber è superiore e soprattutto il rinculo è rettilineo non si presentano spostamenti laterali percepiti sulla mano come un "aumento" del rinculo.

 

Per alcuni clienti su questo modello si è  presentato  il problema del puntamento: gli elastici  a fucile carico restano molto attaccati all'asta che è poco visibile. Il pescatore è portato a mirare prendendo come riferimento l'elastico che essendo inclinato verso il basso, alla fine , induce il pescatore  a tirare alto.

E' un modello col quale è necessario un po' di allenamento al tiro, ma una volta acquisito ha una alta precisione di tiro, una grande gittata e una balistica sensibilmente rettilinea come dimostra la clip del tiro in vasca ripresa al rallentatore.

 

Ho già approfondito il concetto "precisione del tiro" in un  altro articolo che nei miei fucili, in sintesi, faccio risalire all'allineamento del bersaglio sulla retta che passa per l'asta. Ora voglio ribadire il concetto che la maggior parte degli arbalétes presenti sul mercato, nel campo del loro tiro utile, non lanciano l'asta secondo una traiettoria rettilinea, bensì, "parabolica" verso il basso.

Ho pescato per decine di anni con questi fucili che conosco, perciò, molto bene.

La traiettoria "parabolica" dell'asta  di questi fucili è dovuta a diversi fattori: il primo in assoluto è il posizionamento dell'aletta nella parte superiore dell'asta (vista nella sua posizione armata). Questa sporgenza comporta uno spostamento di acqua maggiore sopra la punta piuttosto che sotto e poiché ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e di verso opposto, l'acqua reagisce spingendo la punta sotto, verso il basso. Non so per quale ragione, fin da quando sono stati inventati gli arbalétes europei hanno montato aste con l'aletta sopra, fra l'altro questa soluzione ha l'inconveniente di non far aprire l'aletta automaticamente una volta trapassato il pesce, a volte, nei tiri molto "lunghi", quasi alla fine gittata dell'asta, per l'elasticità del nylon che fissa l'asta al fusto, questa viene tirata indietro dopo aver trafitto il pesce senza agganciarlo perché l'aletta resta chiusa! La prima ragione, perciò, è idrodinamica e se avrete la curiosità di osservare il tiro di questi fucili ponendovi di lato come osservatori e facendo tirare un vostro amico, noterete quanto incida il fenomeno nell'abbassare bruscamente  la punta dell'asta.

 La seconda ragione della traiettoria parabolica (non metto l'aggettivo tra virgolette perché in questo caso la traiettoria indotta è veramente una parabola) è la forza di gravità che agisce, naturalmente, anche sott'acqua. Non entro nel merito della legge matematica perchè ritengo questo articolo divulgativo, ma ogni corpo lanciato in avanti compone il suo moto con l'attrazione gravitazionale terrestre: pistole, fucili, cannoni, tutti, nel tiro orizzontale vedranno il loro proiettile cadere verso il basso secondo una curva che è proprio una parabola.

Allora anche le aste dei miei arbalétes sono soggetti a questa legge? Certamente si!

Il centro di massa dell'asta (CM) di uno Jedi o di un Saber descriverà approssimativamente  una parabola, ma la punta no! L'effetto idrodinamico dell'aletta farà ruotare l'asta intorno al suo CM la punta si solleverà e la sua traiettoria risulterà, sensibilmente, rettilinea, anche e soprattutto in funzione della potenza di lancio.

Immaginate, per semplicità di ragionamento, l'asta materializzata in un punto e di applicarvi una forza di lancio enorme rispetto alla forza di gravità, questa si comporrà secondo la legge del parallelogramma delle somme vettoriali con la forza di attrazione terrestre, ma nella risultate di questa somma prevarrà la componente orizzontale di lancio!

Quindi per un certo tratto la traiettoria del proiettile si potrà considerare molto vicina a quella rettilinea.

Quando invece si accentua la curvatura verso il basso?

Quando la forza di lancio è insufficiente rispetto alla massa lanciata.

Abbiamo introdotto la terza causa della traiettoria "parabolica" dei "normali" fucili in commercio: una potenza di lancio (elastica) non adeguata alla massa dell'asta.

Alcuni di questi fucili, chiamiamoli: tradizionali per non offenderne i produttori, invece, proprio per questa ultima ragione esposta tendono a montare elastici con allungamenti percentuali incredibili (400 %), ma commettono l'errore di posizionare l'aletta sopra. La reazione dell'acqua in rapporto alla maggiore forza di spinta sull'asta  sarà naturalmente superiore e quindi la punta dell'asta tenderà ancor più a rivolgersi verso il basso! Si annulla perciò l'effetto positivo di avere una grande componente di spinta in rapporto alla forza di gravità.

 

Diverse generazioni di pescatori hanno catturato pesci con i fucili tradizionali, me compreso, ora arrivo a sostenere che sono frutto di un progetto sbagliato, come è possibile?

Gli aborigeni australiani catturano prede con il boomerang, un attrezzo di legno  curvo che compie nell'aria una traiettoria strana al punto di tornare nelle mani del cacciatore una volta lanciata verso il bersaglio. Noi facciamo lo stesso con gli arbalétes tradizionali: il nostro cervello regola un sistema di puntamento che ci consente di catturare pesci anche con un'asta la cui punta si muove secondo una traiettoria parabolica!

Mirare con un arma, spesso,  è un processo inconscio che fa capo alle esperienze di tiri precedenti: i riferimenti che prende il nostro cervello sono tra i più disparati e personali. C'è chi prende la punta dell'asta, chi chiude un occhio e guarda il pesce sull'allineamento dell'asta o chi semplicemente tira d'istinto senza mirare. In sostanza si creano degli automatismi cerebrali che consentono la cattura.

La percentuale di successo in un tiro "parabolico" però è inficiata dalla corretta valutazione della distanza del bersaglio, ora io non conosco le percentuali di successo nel lancio del boomerang, ma ricordo quella dei fucili tradizionali con i quali ho pescato , lo ripeto, per decine di anni.

Con questi fucili, prima di tirare, bisogna dare un certo "alzo" che è in funzione della distanza tra il nostro occhio e il pesce. Ora non è facile stabilire questa distanza per i noti problemi di rifrazione dei raggi luminosi che si verificano sott'acqua. Ci sono poi alcune situazioni di tiro in cui vengono a mancare i nostri riferimenti abituali di mira , tipo i tiri dal basso verso l'alto o viceversa. Ognuno di noi ha il suo tallone di Achille in questo tipo di tiri.

Converrete, a questo punto che avere una traiettoria rettilinea della punta  dell'asta semplifica il processo di puntamento che comunque va impostato in questo senso.

Non si può passare da un arbaléte tradizionale ad uno Jedi o ad un Saber senza pagare dazio!

E' necessario creare un sistema di puntamento nuovo con un po' di pratica, con un esercizio su bersagli fissi.

Non è insolita la dichiarazione di molti clienti di aver messo un po' di tempo prima di azzeccare il pesce con i miei fucili , ma dopo...."non ne sbaglio più uno".

E' quello che ho verificato personalmente passando dal mio primo fucile in legno noto per il primo trittico di video sull'agguato, al Monoscocca della C4, agli Jedi: le percentuali di successo nel tiro sono aumentate negli ultimi fucili a traiettoria della punta rettilinea. E non mi riferisco a statistiche del fine settimana, ma ad una pratica giornaliera di questi ultimi dieci anni.

Quindi anche con i fucili tradizionali si catturano dei pesci, ma le percentuali di successo nelle catture sono più basse rispetto ai tiri effettuati.

Anche andare a pescare con la barca a remi aveva il suo fascino, quando il pesce pullulava sotto costa, purtroppo, ora, è meglio avere un gommone a motore!

 

Ultime considerazioni personali sul Saber:

Il piacere della scoperta, di aver avuto un'idea originale, nei tempi moderni, si accompagna raramente con quello della sua applicazione: Ingegnerizzare una astrazione, prima costruendo con le proprie mani un prototipo, poi realizzando il prodotto industriale è rara ed è anche l'esaltazione per l'artigiano che deve competere con un modo produttivo fortemente industrializzato.

In verità, un percorso creativo non è completo senza la realizzazione materiale dell'idea.

Il progetto di una attrezzatura subacquea, di solito, non nasce con la scelta dei materiali con gli ingombri definiti (il disegno esecutivo) e spesso la sua realizzazione concreta mostra i difetti dell'idea o l'impossibilità di realizzarla. I ruoli del progettista e di chi costruisce l'opera, oggi, sono in prevalenza  distinti, hanno tempi diversi, anche se ad un certo punto devono procedere insieme per una verifica.

L'idea originale da sola già gratifica l'inventore ma se questa idea, da esperienza personale resa concreta, diventa universale (una canzone che cantano tutti), la gratificazione è totale, questa è la terza fase: la verifica della validità dell'Opera!

E' determinate perciò raccogliere le impressioni degli utenti , il gradimento di chi ha usato il prodotto ( se la canzone piace al punto che alla fine tutti ne cantano il motivetto) 

Queste considerazioni per dire che il Saber ha rappresentato per me  l'apoteosi del piacere intellettuale del suo concepimento perché ho verificato che  l'indice di gradimento dei clienti è molto alto .

Molte persone trovano la realizzazione del proprio IO nell'arte, nella scienza o semplicemente nella propria vita privata, io trovo la mia realizzazione nel costruire l'attrezzatura per l'attività che ha condizionato le scelte esistenziali di buona parte della mia vita.

Ora nel resoconto  dei clienti la mia soddisfazione è totale.