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Mimetismo criptico
Scritto da Giorgio Dapiran   
Domenica 18 Novembre 2018 22:57

 

Mimetismo criptico sull’attrezzatura per la pesca subacquea

Presentazione

“Il processo attraverso cui si forma l’analogia mimetica in natura è un problema che coinvolge quelli dell’origine di tutte le specie e di tutti gli adattamenti” H.W.Bates (1862)

Assomigliare a qualcosa di diverso, un sasso, un’alga o un altro animale, camuffarsi nell’ambiente, ingannare chi osserva, apparire ciò che non si è per sopravvivere e riprodursi è una strategia molto comune tra le specie ittiche.  

Un inganno che il pescatore deve imparare a usare osservando le soluzioni adottate dalle forme di vita del mondo sommerso.

In questi ultimi anni, però, sembra un argomento passato di moda: gli scettici sull’efficacia di una forma di mimetismo sull’attrezzatura per la pesca subacquea sono aumentati. Nelle mute è rimasta l’abitudine dei costruttori di usare tessuti con colorazione e disegni mimetici, questi però, in molti casi, illudono solo l’occhio umano (nell’interpretazione del cervello del pescatore), mentre ho dei dubbi che possano ingannare l’elaborazione cerebrale dei pesci. Ricordo che il loro cervello si è evoluto in 200 milioni di anni, sono sopravvissuti perché non sono così stupidi da ignorare o confondere una massa in movimento anche se colorata come lo sfondo delle rocce circostanti, con un oggetto inanimato (Life detector).

In un articolo del 2004, a proposito del mimetismo da applicare alle mute subacquee, sulla base dei dati scientifici in mio possesso avevo approfondito come i pesci possano <vedere> il pescatore subacqueo:

 < Da quando, nel 1997 sono apparse delle macchie mimetiche sulla muta in neoprene liscio che indossavo nei primi video sull’agguato, questi vestiti subacquei solitamente di colore nero, hanno cominciato a cambiare la loro presentazione. Oggi, il mercato delle mute mimetiche in neoprene liscio è in forte crescita ma, a mio avviso, la maggior parte delle soluzioni cromatiche proposte dagli attuali produttori (sempre più fantasiose) male assolvono lo scopo. Non tutti i pescatori subacquei, però, concordano sulla necessità di camuffare la propria muta, ottenendo indiscutibili successi anche con il classico vestito nero. Sono, per lo più, atleti che disdegnano il basso fondo preferendo una pesca in profondità, dove la scarsa luminosità rende superfluo ogni mimetismo, o che praticano l’unica tecnica venatoria dove la mimetizzazione della muta non serve: la pesca in tana.

A mio parere, quanto più luminoso è il fondale sul quale il pescatore subacqueo opera, tanto più è importante un efficace “camouflage” del suo vestito subacqueo. Per avvalorare la tesi sull’efficacia della una muta mimetica nella pesca in acque luminose e trasparenti, sarebbe sufficiente osservare quante soluzioni mimetiche adottano le forme di vita che vivono nel basso fondo marino.

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