Copyright e cessazione della mia
attività videografica
Recentemente
ho acceso un dibattito sul forum pescasubacquea.net riguardo la
legge approvata in Francia che proibisce il download di CD
musicali DVD e tutto ciò che è tutelato
da copyright.
La
conclusione che ne ho tratto dagli interventi al dibattito su questo tema scottante, è che la maggior parte degli appassionati di
pesca subacquea preferiscono scaricare da Internet i miei prodotti videografici
senza riconoscermi alcun premio/ acquisto.
Le
poche vendite (400
copie) dell’ultimo lavoro “Agguato Profondo
Poiché
un imprenditore deve sempre tener conto delle indicazioni del mercato
per sapere dove indirizzare proficuamente le proprie risorse, ho deciso di sospendere la mia
attività documentaristica in attesa che sia varata anche in Italia una legge
come quella francese che tuteli maggiormente gli autori.
Dal
punto di vista gestionale non era più possibile scaricare il passivo della
produzione videografica sul buon andamento degli altri prodotti della mia
azienda.
Sono
veramente dispiaciuto per chi mi ha sostenuto in tutti questi anni di attività
videografica elevandomi a “cult” della pesca subacquea internazionale,
a questi fans chiedo di mantenere inalterata la stima
nei miei confronti nella speranza di tempi migliori.
Lascio
ai posteri i miei lavori incompiuti (riprese completate): “Agguato
profondo 5 e
Riflessioni sull’argomento:
La normativa
La
legge italiana regolamenta la vendita di DVD imponendo all’impresario che si
cimenta in questo settore di versare alla SIAE una certa quota per video
stampato (prodotto).
Allo
stato attuale delle cose, il motivo è oscuro, visto che è possibile scaricare
anche da Internet gli audiovisivi e una sentenza della Corte Costituzionale ha
ammesso la condivisione del prodotto videografico.
E’
fuori dubbio che sia il download da Internet che la pirateria vera e propria
sottrae all’autore il giusto guadagno della sua opera.
La
“condivisione”, fra l’altro, produce anche un grave danno all’Erario dello
Stato per mancati introiti ed è su questa considerazione che si evidenzia
l’ambiguità del nostro sistema legislativo riguardo le
opere intellettuali. Dovrebbe quanto meno imporre il pagamento di un identico
“bollino” a chi fruisce dell’opera senza averla acquistata ma condivisa…
E’
sul concetto di <condivisione> comunque che c’è ambiguità d’interpretazione:
posso condividere con un amico un conoscente ma condividere con tutti
indiscriminatamente equivale a dire libertà di appropriarsi dell’opera intellettuale
di qualunque autore in barba al copyright.
La tipologia del prodotto :
Il
documentario di pesca subacquea si rivolge ad una nicchia di appassionati e non
può vantare certo la
diffusione dei films prodotti dalle case
cinematografiche o dei CD musicali delle grandi case
discografiche, è completamente finanziato dall’autore che realizza utili
irrisori. La pirateria e il download in questo caso danneggiano
irreparabilmente l’autore.
Anche
soluzioni come la possibilità di scaricare a pagamento dal sito proprietario è
mera illusione possa offrire degli utili: se non c’è controllo e viene offerta
la possibilità di un download alternativo gratis, nessuno comprerà!
A
poco è valsa l’osservazione che il video scaricato è visibile in bassa qualità : ciò che è gratis ha sempre avuto un grande fascino come
la frutta dell’albero che cresce sulla strada, sporca di polvere e di
inquinanti, ma così buona!
Il danno all’immagine del p.sub:
In questi ultimi anni
abbiamo assistito al progressivo impoverimento dei documentari del nostro
settore: molti impresari hanno chiuso altri si sono convertiti, o ai video
commerciali, o ai video di piccola serie proiettati su Sky, entrambi, a mio
parere, nella maggior parte di bassa qualità (scene e contenuti).
L’opera
d’autore, così come viene definito il documentario d’essai, sta scomparendo dal
settore della pesca subacquea a vantaggio degli “spezzatini di catture”.
Sparisce l’arte da un settore che avrebbe bisogno invece di opere di livello
per riscattarsi dalle dure critiche che vengono rivolte alla pesca subacquea dalla attuale cultura ambientalista
Attualmente
il p.sub ha più nemici che sostenitori:
Tutti
questi operatori non vedono l’ora di denigrare il nostro operato e se il
prodotto videografico è di basso contenuto eco / etologico non possono che
esserne soddisfatti : sarà più facile farci passare
per rozzi razziatori del mare.
E’
possibile che nel prossimo futuro si giunga ad una regolamentazione della attività della pesca subacquea come è avvenuto per la
caccia di terra.
Ormai
abbiamo perso l’illusione che la nostra federazione FIPSAS possa far qualcosa
per invertire questa tendenza, semmai, cercherà di tutelare i suoi 2000
iscritti e non il popolo dei 100.000 praticanti.
L’immagine
del pescatore subacqueo agonista promosso dalla FIPSAS insieme alle aziende di
settore e dalle riviste cartacee, negli anni recenti, ci ha allontanando dalle
simpatie della gente comune proponendo una figura che non è sostenibile: la
gara a chi ammazza più pesci per una classifica, soprattutto al giorno d’oggi
con la crisi degli stocks ittici non è etica piace
sempre meno anche a quei pescatori che praticano la pesca subacquea per diletto
e occasionalmente per l’alimentazione.
Il
riscatto del pescatore subacqueo a mio parere poteva ricevere un grande impulso
dal documentario d’essai che in qualche caso, negli ultimi anni ero riuscito a
proporre anche alla programmazione televisiva
delle reti nazionali. Questo tipo di documentario ha interpretato ed avrebbe
potuto interpretare anche nel futuro il riscatto della nostra attività, la
nuova cultura della caccia/pesca in apnea.
Ora,
dopo altri impresari del settore videografico, chiude anche l’attività del
massimo interprete di questo tipo di opera (valutazione fatta in base ai dati Youtube) come
chiudono le riviste che non compra quasi più nessuno!
In
ultima analisi, ciò non fa neppure gli interessi di quei pescatori subacquei che
per miopia, invidia o
per interesse individuale non hanno mai voluto
gratificare i validi impresari del settore audiovisivo.
Prospettive future
La
chiusura della mia attività di documentarista è il taglio di un ramo secco
della mia azienda, i cui altri prodotti stanno ricevendo invece alti indici di
gradimento in tutte la parti del mondo.
Questo
non vuol dire che la videoripresa per me sia finita: impiegherò le clips video che continuerò a
girare per rendere più interessante il mio sito web.
Sto
preparando la ristrutturazione del sito www.dapiran.it
dotandolo di una piattaforma più agile nella quale poter scrivere almeno una
pubblicazione a settimana raccogliendo considerazioni tecniche, diari di pesca,
editoriali di cultura della pesca, aperta anche ad altri autori del nostro
settore. L’area clienti conterrà un piccolo forum chiuso, dall’accesso disponibile ai soli
clienti con i quali dialogherò sulla evoluzione delle attrezzature e delle
tecniche di pesca.
E’ in questa nuova area che avranno spazio le
mie clips video con
commenti, descrizioni ed eventuale dibattito.
L’attività
videografica cambia pelle: sarà a disposizione dei clienti che potranno
scaricare spezzoni
di video commentati come i vecchi documentari: un premio per chi mi premia.